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La pagina del Napoli

PICCO ESPUGNATO DOPO 19 MESI

E' tornato il Napoli d'agosto

di Dario De Simone


Il Napoli che t'aspetti. Sì, perché una squadra che deve andare in serie A non può sbagliare quattro partite consecutive anche se l'avversario si chiama Spezia, anche se l'ambiente è ostile, anche se il Picco è imbattuto da un anno e mezzo. E' un Napoli sorprendente per chi l'ha visto nelle ultime tre deludenti apparizioni. Da anni non si assisteva ad una squadra capace di andare in trasferta ad imporre il proprio gioco per oltre un'ora e di costruire occasioni su occasioni. Lo si era capito già nei primi minuti che quello di La Spezia era un altro Napoli, lo si era capito quando Bogliacino, l'uomo vecchio nel ruolo nuovo, aveva costretto il portiere Santoni a diventare il protagonista della giornata. Un altro Napoli grazie alle scelte del criticatissimo Reja che alla fine lascia il malconcio De Zerbi in panchina, insiste con il 4-3-1-2 e schiera Bogliacino nel ruolo che gli è più consono. L'uruguayano sarà il migliore in campo. Ma non sarebbe stato un Napoli così convincente senza il suo connazionale, Nicolas Amodio, in mezzo al campo. Una partita splendida quella del centrocampista sudamericano così come dell'intera squadra. La difesa ha concesso pochissimo ad avversari temibili come gli ex Varricchio e Dionigi, poi nella ripresa si è rischiato solo per un paio di disattenzioni. Cose che andranno riviste, ma sono dettagli in un lago di positività che era inimmaginabile fino a qualche giorno fa. Sbagliato sarebbe esaltarsi per una vittoria così come sbagliato era stato deprimersi per l'1-1 con la Triestina. Comunque il Napoli è risorto, l'ha fatto con il suo allenatore, grazie anche al suo allenatore e forse anche per il suo allenatore. Edy Reja, grande personaggio, ottimo tecnico, a Napoli ha sbagliato solo due mosse e si è sempre ricreduto in tempo: quando a Frosinone schierò Giubilato terzino sinistro, quando non utilizzava la coppia Calaiò-Sosa durante il girone d'andata dello scorso campionato di C1.
Errori sempre corretti in extremis, così come fanno gli allenatori capaci di guidare una squadra, gestire il gruppo e anche fare marcia indietro rispetto a certe mosse.
Di aspetti negativi è difficile parlare dopo una vittoria come quella del Picco. Ma ci sono. C'è soprattutto una scarsa capacità degli azzurri di concretizzare le tante occasioni create. Non sono solo le palle-gol clamorose, quelle che finiscono nelle brevi cronache nazionali, ma quelle "quasi occasioni" che non diventano occasioni a causa di un ultimo passaggio sbagliato. A La Spezia se ne sono contate più di venti. Così come tantissime sono state le occasioni vere e proprie: il palo di Bogliacino nel primo tempo e soprattutto le tante parate di Santoni; proprio un intervento strepitoso costa caro al portiere, costretto ad uscire dal campo per infortunio. Rotoli non è alla sua altezza e subito s'intravede la sua incapacità nelle uscite alte. Cannavaro ne approfitta, poi sull'1-0 le tre occasioni sciupate clamorosamente da Dalla Bona e De Zerbi; l'ex catanese merita un discorso a parte: quando è in condizione, e non lo è molto spesso, è di un altro pianeta. Gioca dieci minuti, mostra numeri di alta scuola, si fa notare in campo dopo trenta secondi per un pallonetto che per poco non diventa il gol più bello della giornata, si fa apprezzare anche per l'adattamento al delicato ruolo in quel finale convulso. Altra nota negativa è quella riguardante il fumogeno lanciato dal settore dei tifosi napoletani: il San Paolo verrà certamente diffidato dopo l'episodio. Così non va. Non c'è da sorprendersi se si considera lo stato di degrado di una città sempre più insicura, ma proprio a La Spezia le telecamere avevano inquadrato tante donne nel settore ospiti, presenze che tra i tifosi azzurri non si vedevano da tempo. Chiusura obbligata per la terna arbitrale: i pasticci di Banti e compagni non sono mancati. Quella sospensione di cinque minuti se la potevano risparmiare, poi gli errori: molto dubbio l'annullamento del gol di Saverino nel primo tempo, scandalosi i due rigori non concessi al Napoli per una spinta su Bogliacino a due passi da Santoni e per quel tocco con la mano di Maltagliati. Ma sparare sulla classe arbitrale sarebbe ingeneroso in un momento così delicato.


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