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di Dario De Simone
E nella ripresa c'è un'altra Sampdoria. Mazzarri mischia le carte, dice a Campagnaro di spingere su quella corsia destra dove Gargano è in affanno e Mannini fa quello che può giocando 40 metri dietro rispetto a dove è abituato a stare. Fioccano le occasioni per i padroni di casa e la palla danza pericolosamente dalle parti di Gianello, graziato da Sala che non insacca da due passi in sforbiciata. La burrasca dura venti minuti, poi Reja cambia ed inserisce Bogliacino al posto di Hamsyk. Gli azzurri riprendono fiducia e s'affacciano in contropiede. Blasi, da vero leone, conquista un calcio d'angolo in condizioni disperate: sulla battuta è Santacroce a saltare solo a due passi dalla porta, ma il colpo di testa finisce alto. E' l'occasione più ghiotta per dare una svolta diversa alla partita. La Samp passa una decina di minuti dopo: Cassano inventa, Bellucci sfrutta il ritardo di Grava nel fare il fuorigioco, la traversa salva Gianello, ma Delvecchio è lì e segna. Una mezza beffa, mezza perché la Samp nella ripresa aveva fatto molto per segnare, ma pur sempre beffa perché il peggio sembrava passato. Ma il Napoli potrebbe subito pareggiare con Bogliacino che calcia dal limite ma spara centrale su Castellazzi. Sembra il segnale della riscossa, ma poco dopo arriva il raddoppio di Franceschini, ancora su errore della difesa, gol però viziato da fuorigioco del centrocampista. La partita finisce qui.Diverse le considerazioni da fare, ma ciò che più sconcerta è che si debbano fare considerazioni sulle considerazioni catastrofiste dei soliti "scienziati del calcio". A Reja si imputa di aver messo giocatori fuori ruolo, ma è davvero sorprendente che in tanti dimentichino le assenze di numerosi titolari. Ma questa è Napoli, coi suoi "sapientoni", coi suoi "soloni", coi suoi personaggi "anomali", compreso qualche allenatore della "ex scuderia Moggi" esonerato pochi giorni fa e già in tv ad esprimere giudizi... Per fortuna, in Friuli hanno sopportato guerre, occupazioni e altre sciagure. Per fortuna hanno le spalle fin troppo larghe, magari forgiate dal lavoro nei campi. E l'immagine più bella è quella dell'uomo sul trattore che il lunedì se ne frega di tutto e di tutti... Solo così si può durare tre anni...
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