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La pagina del Napoli


Il mal di trasferta colpisce ancora

di Dario De Simone


Una sconfitta diversa dalle altre, diversa soprattutto dalle ultime. Una sconfitta maturata, per gran parte, in settimana, quando Reja, dopo aver perso lo squalificato Cannavaro, ha visto ridursi le speranze di recuperare gli infortunati. E così, a Marassi si è dovuto presentare con una difesa praticamente inedita: mancavano i cinque che per otto volte hanno composto il reparto arretrato azzurro. E comunque, il Napoli se l'è cavata bene per oltre mezzora tanto che la prestazione di Genova non dovrà essere archiviata come una delle peggiori. Anzi, il primo tempo è da incorniciare. Con Blasi a destra, Santacroce a controllare (bene) Cassano e Pazienza in mezzo al campo, Reja imbriglia le fonti del gioco blucerchiato, spinge gli azzurri ad alzare il baricentro e riesce nell'unica operazione possibile: tenere la palla lontana dai sedici metri di Gianello perché con quella difesa inedita e traballante, con Grava, Mannini e Contini fuori ruolo, c'è da evitare che Cassano e Bellucci scattino verso la porta avversaria. Per due volte la Samp si rende pericolosa, la prima con Maggio che colpisce dove il Napoli è più debole, la corsia sinistra; la seconda con Cassano che impegna Gianello. Il resto è una fitta trama di passaggi: il Napoli mostra le qualità dei suoi palleggiatori, soprattutto sulla destra dove Blasi e Hamsyk dominano la scena. La pecca è l'assoluta mancanza di tiri verso la porta di Castellazzi a sottolineare un netto predominio territoriale. Il portiere doriano deve intervenire solo una volta sul tiro-cross di Blasi. Per il resto un Napoli quasi perfetto in mezzo al campo dove le assenze in casa blucerchiata, Volpi su tutte, si sentono non poco. Insomma, per un tempo i problemi della Samp si sentono più di quelli del Napoli. Ma i più attenti capiscono che gli azzurri hanno speso tanto senza raccogliere molto.
E nella ripresa c'è un'altra Sampdoria. Mazzarri mischia le carte, dice a Campagnaro di spingere su quella corsia destra dove Gargano è in affanno e Mannini fa quello che può giocando 40 metri dietro rispetto a dove è abituato a stare. Fioccano le occasioni per i padroni di casa e la palla danza pericolosamente dalle parti di Gianello, graziato da Sala che non insacca da due passi in sforbiciata. La burrasca dura venti minuti, poi Reja cambia ed inserisce Bogliacino al posto di Hamsyk. Gli azzurri riprendono fiducia e s'affacciano in contropiede. Blasi, da vero leone, conquista un calcio d'angolo in condizioni disperate: sulla battuta è Santacroce a saltare solo a due passi dalla porta, ma il colpo di testa finisce alto. E' l'occasione più ghiotta per dare una svolta diversa alla partita. La Samp passa una decina di minuti dopo: Cassano inventa, Bellucci sfrutta il ritardo di Grava nel fare il fuorigioco, la traversa salva Gianello, ma Delvecchio è lì e segna. Una mezza beffa, mezza perché la Samp nella ripresa aveva fatto molto per segnare, ma pur sempre beffa perché il peggio sembrava passato. Ma il Napoli potrebbe subito pareggiare con Bogliacino che calcia dal limite ma spara centrale su Castellazzi. Sembra il segnale della riscossa, ma poco dopo arriva il raddoppio di Franceschini, ancora su errore della difesa, gol però viziato da fuorigioco del centrocampista. La partita finisce qui.
Diverse le considerazioni da fare, ma ciò che più sconcerta è che si debbano fare considerazioni sulle considerazioni catastrofiste dei soliti "scienziati del calcio". A Reja si imputa di aver messo giocatori fuori ruolo, ma è davvero sorprendente che in tanti dimentichino le assenze di numerosi titolari. Ma questa è Napoli, coi suoi "sapientoni", coi suoi "soloni", coi suoi personaggi "anomali", compreso qualche allenatore della "ex scuderia Moggi" esonerato pochi giorni fa e già in tv ad esprimere giudizi... Per fortuna, in Friuli hanno sopportato guerre, occupazioni e altre sciagure. Per fortuna hanno le spalle fin troppo larghe, magari forgiate dal lavoro nei campi. E l'immagine più bella è quella dell'uomo sul trattore che il lunedì se ne frega di tutto e di tutti... Solo così si può durare tre anni...


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