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La pagina del Napoli
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Incredibile all'Olimpico!
di Dario De Simone
Roma-Napoli, cronaca di una partita difficile da commentare. Forse perché all'Olimpico non c'erano la Roma e il Napoli che tutti s'aspettavano. Ecco come si spiega un risultato incredibile nel segno e nel punteggio. Ecco perché tra gli azzurri c'è chi è pure rimasto con l'amaro in bocca per la mancata vittoria. Perché difficilmente al Napoli capiterà di ritrovare una Roma così distratta, così pasticciona, così approssimativa. In realtà, invece, non è la prima volta che i partenopei appaiono determinati e imprendibili in trasferta. Era già successo a Udine. Due volte non può essere un caso. Comunque, a Roma si capisce subito che sarà un Napoli particolare. Lo fa intendere Lavezzi che fa secco Curci dopo neanche due giri di lancette. Il resto è cronaca. La cronaca di una difesa strenua del vantaggio, la cronaca di un catenaccio che però a volte lascia il posto a qualche azione di rimessa, la cronaca che parla di una squadra attenta, capace di bloccare le fonti del gioco giallorosso, tutte o quasi tutte. Perché quando Totti e gli altri si scatenano, c'è poco da fare. E così, in un quarto d'ora, la situazione si ribalta: rigore, gol di Totti; poi ancora il capitano spara, Iezzo non trattiene, Perrotta fa il Perrotta e segna. Sembra il corso naturale di una partita dall'esito scontato: Napoli volenteroso, Roma troppo forte tra le mura amiche.
E invece no. Perché il Napoli non è solo volenteroso, ma anche bastardo, molto bastardo. Lo sa più di mezza serie B dello scorso anno. E questo Napoli che Reja sta portando in alto, individualità tecniche a parte, non è così diverso da quello della passata stagione. Sa colpire nei momenti chiave della gara. Così ad inizio ripresa, quando la Roma pensa ancora al tè caldo degli spogliatoi e a come risparmiare energie in vista dello Sporting Lisbona. Savini, Zalayeta e Hamsyk, invece, pensano a come pareggiare e raggiungono l'obiettivo dopo 30 secondi: l'uruguayano tocca all'indietro un cross del difensore e pesca lo slovacco che fa secco Curci con un tiro secco e preciso. Ora non è più un episodio: in questo sabato senza tifosi al seguito, il Napoli può davvero fare punti. La Roma, però, è sempre la Roma. Se lo ricorda a tratti, ma se lo ricorda. Iezzo, invece, all'Olimpico non sembra il solito Iezzo e si fa sfuggire un tiro di De Rossi non proprio imprendibile. E' il 3-2. Sembra la tipica papera che condanna la squadra più inesperta. Ma dall'altra parte, l'esperienza non giova alla Roma che sbaglia tanto, lascia spazi e viene infilata per la terza volta. Stavolta nessun errore singolo, nessuna dormita. Il tiro di Gargano dai 30 metri è una saetta, Curci ci mette del suo per la verità. E' il 3-3. L'uruguayano era appena tornato dal Sudamerica. Che forza! Poco dopo, il pomeriggio dell'Olimpico potrebbe assumere connotati ancora più incredibili, ma la traversa respinge un tiro di Lavezzi, bravo a difendere il pallone, ma sfortunatissimo. Gol sbagliato, gol subito. Ma la regola trova effetto una decina di minuti dopo. Tagliavento, che aveva già inventato una punizione per il Napoli, ne concede una molto generosa alla Roma. Iezzo piazza due uomini in barriera, ma a toccare la palla calciata da Pizarro è Garics. Un'altra beffa. A questo punto sembra fatta per la Roma, ma in una partita come questa nulla è impossibile. E allora Hamsyk pesca su punizione Zalayeta che salta come una bestia più in alto di tutti e fa secco Curci per la quarta volta. Non è vero ma ci credo: 4-4! Negli ultimi minuti, compreso che quel che è troppo è troppo, s'assiste alla difesa strenua del pareggio. Le palle volano in tribuna, solo una viene giocata e per poco Calaiò, appena entrato, non fa il colpo. Finisce senza altre emozioni. La Roma non era la Roma, il Napoli - si spera - era il Napoli che sarà di qui alla fine. Ne vedremo delle belle.
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