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La pagina del Napoli
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A PIACENZA UN NAPOLI INCONSISTENTE
Una sconfitta che non sorprende
di Dario De Simone
E' sempre amaro il sapore della sconfitta, annunciata o inattesa che sia. Quella di Piacenza non è così sorprendente se si considerano tutti i fattori che hanno inciso sul primo passo falso stagione: Reja l'aveva detto anche alla vigilia che non era opportuno esaltarsi, ma a rifiutarsi di fare i pompieri erano stati gli stessi dirigenti azzurri, pronti a sottolineare, davanti a due trasferte consecutive, come le carenze di una squadra sarebbero già venute fuori durante il precampionato. E poi c'è quella partita con il Treviso durante la quale qualcuno ha chiuso gli occhi davanti ad una prima mezzora piuttosto scialba e li ha aperti solo davanti alla spettacolare esecuzione di Dalla Bona. Che il Napoli del campionato non fosse quello della Coppa Italia lo si era intuito già in quella prima mezzora contro i veneti. Poi era venuto fuori un Napoli bello, ma anche pazzo, capace di incassare due gol in un minuto, di rimettere in discussione un match ormai chiuso e poi addirittura di richiuderlo in pochi secondi con la forza dei grandi. Ma era pur sempre un Napoli pazzo. E le follie non sempre vengono perdonate soprattutto in trasferta. E la prima trasferta è stata amarissima. Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, il Piacenza è stato anche aiutato dalla fortuna soprattutto in occasione del gol di Riccio giunto pochi minuti dopo un tiro a botta sicura di Dalla Bona che Nef ha deviato in angolo salvando Coppola. Insomma, gli episodi non hanno favorito gli azzurri, ma non bisogna neanche
dimenticare la gran parata di Iezzo in apertura di ripresa, le occasioni costruite dagli emiliani in apertura, l'incapacità degli azzurri di reagire nel finale. L'unica occasione è quella che Bucchi non riesce a concretizzare su assist di Pià. E sarebbe sbagliato prendersela con l'allenatore che tra l'altro ha già i suoi problemi e le sue necessità: non penalizzare i simboli della promozione che però appaiono in parte inadeguati a certe partite, alternare i tanti calciatori di spessore per evitare faide all'interno della squadra. Comunque, la squadra c'è e può fare affidamento su pedine di valore che alla fine faranno vincere il Napoli in più di un'occasione. Ma a Piacenza no. Il Garilli non è il San Paolo nonostante gli azzurri giocassero praticamente in casa grazie all'esodo di massa di tifosi. Di buono restano l'ennesimo assist di De Zerbi per Calaiò che ha realizzato il suo primo gol in campionato, l'ottimo stato di forma di Iezzo, la prestazione di Pià quando è entrato. La parte negativa della trasferta di Piacenza è sotto gli occhi di tutti e non serve aver visto tutta la partita: assurdo prendere due gol come quelli di Nocerino e Riccio, ma non è una novità per chi sette giorni prima aveva fatto altrettanto nel breve spazio di 80 secondi. Domizzi e Cannavaro sono calciatori di categoria superiore, ma la realtà è che la difesa del Napoli traballa pericolosamente per colpe che non sono da attribuire solo alla coppia centrale azzurra. Non c'è tempo per riorganizzarsi, martedì già si gioca. Sarebbe un bene se la seconda trasferta consecutiva non fosse sull'ostico campo di Arezzo. I toscani, reduci da due pareggi consecutivi, hanno la necessità di vincere per tentare di annullare rapidamente la penalizzazione in classifica. Il Napoli non può consentirsi altri scivoloni, non tanto sul piano della classifica quanto su quello ambientale che da queste parti conta più di ogni altra cosa.
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