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La pagina del Napoli


Il Napoli più bello non basta

di Dario De Simone


Che partita! Che derby! Che serata! Saranno contenti gli "scienziati del bel gioco" che lo scorso anno hanno crocifisso Edy Reja che, tra episodi e qualche grintosa partita, vinceva il campionato più difficile della storia. Ma quelli hanno sempre qualcosa da dire. E diranno. Ma Reja, come sempre, se ne fregherà. Lui che sa andare dritto per la sua strada. Quella tracciata negli ultimi tempi ricalca la storia della sua carriera: accusato di far giocare le sue squadre troppo all'attacco, il tecnico friulano sembra tornato all'antica. Ma in realtà, sia Palermo che Napoli danno vita ad una partita stupenda che cancella facili stereotipi, riporta il grande calcio al Sud, porta tutti a battere le mani. Che vincano i rosanero è un semplice dettaglio. Il risultato è sempre stato in discussione, merito delle tantissime occasioni capitate ad entrambe le squadre. Difficile ricordarle tutte. Si ricorderà questa serata Mariano Bogliacino: il primo gol in serie A gli costa una scarpata in faccia. Per lui grande paura e nulla più. Peccato che quel gol sarà inutile. Tedesco, che nel primo tempo aveva colto il palo, firma una doppietta che decide il match. Prima s'inventa un pallonetto che s'insacca sotto la traversa con la complicità di una sfortunata deviazione di Savini, poi sfrutta una dormita generale della difesa azzurra e mette dentro su angolo dell'imprendibile Brienza. Forse la differenza tra Palermo e Napoli sta nelle cosiddette riserve: i rosanero non risentono più di tanto delle cinque assenze, gli azzurri, privi di Blasi e costretti a rinunciare a Cupi e Contini, invece appaiono in difficoltà senza gli uomini migliori. Conseguenza della promozione appena conquistata, mentre il Palermo è in serie A dal 2004. E proprio i peccati d'ingenuità condannano gli azzurri alla quinta sconfitta. Poco male: la zona salvezza è a 6 lunghezze, ma ora bisogna sfruttare le partite interne per conquistare punti. Della serata di Palermo restano lo spettacolo, le tante occasioni mancate, la qualità di Lavezzi che al 97' incanta tutti con una giocata degna del miglior Careca e mette sulla testa di Cannavaro la palla del pareggio che però va fuori. Amarezza ma ottimismo, in attesa di concretizzare le tante palle-gol capitate. Ben venga la sosta.


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