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La pagina del Napoli

LA TRIESTINA IMPONE IL PARI AL SAN PAOLO

Allarme rosso in casa azzurra

di Dario De Simone


Crisi. E' quella parola che qualcuno non vuole pronunciare in certe situazioni, forse per scaramanzia, forse per paura di ammettere colpe troppo pesanti. Due punti in tre partite, la sicurezza di agosto persa per strada, il San Paolo non più come un fortino: sono i numeri e gli elementi della prima crisi del Napoli in serie B. Si concretizza all'86' della partita con la Triestina a Fuorigrotta quando il greco Kyriazis realizza in mischia e sul filo del fuorigioco il gol del pareggio alabardato che cancella la solita zampata vincente di Cristian Bucchi nel primo tempo. Pareggio meritato quello della Triestina che spinge con costanza per tutta la ripresa e rischia solo nel finale quando la voglia dei partenopei di riacciuffare la vittoria produce un assedio che s'infrange sui difensori friulani e sulle mani del bravo portiere Rossi, strepitoso al quarto di recupero su Paolo Cannavaro. Può sorridere Andrea Agostinelli, un ex accolto dagli applausi del grande stadio di Fuorigrotta. La sua Triestina pareva poca cosa e invece ha avuto la forza di rialzarsi dopo il gol di Bucchi. Bravo Agostinelli nell'effettuare le sostituzioni giuste al momento giusto: l'innesto di Piovaccari ha creato non pochi problemi alla difesa azzurra; quelli di Kalambay e Ruopolo hanno fatto altrettanto nella fase più delicata della gara e nella zona più sguarnita, quella di Mirco Savini, sostituito dall'esordiente Garics e rilevato sulla corsia sinistra da Grava.
A preoccupare è soprattutto la mentalità della squadra, un po' troppo rinunciataria nella ripresa, complice forse un calo fisico. Ma dopo il gol del pareggio si scatenano gli azzurri, forse colpiti nell'orgoglio: tre occasioni in pochi minuti che fanno diventare Rossi l'eroe dal 94' per quella paratona sul colpo di testa di Cannavaro. Troppo poco per meritare i tre punti, troppo tardi per evitare i fischi del San Paolo.
I fischi avevano già colpito il capitano Francesco Montervino durante la partita. In parte sono stati ingenerosi, ma Montervino se l'è presa non poco, almeno apparentemente. Un presunto gestaccio ai tifosi dei Distinti a metà ripresa ha rischiato di creare un caso, ma poi Reja e la società hanno spiegato che il capitano azzurro aveva solo incitato a sostenere la squadra, un gesto che i supporters hanno male interpretato. Il Napoli non ha bisogno di casi, Reja è già alle prese con troppi piccoli casucci o forse con i grandi casini di un organico eccellente ma costruito più sulle qualità dei singoli che sulle caratteristiche e sull'adattabilità. L'assenza di De Zerbi non ha cambiato le carte in tavola: dentro Capparella, ma non c'è stato nessun vero ritorno al 4-4-2. L'ala romana ha giocato dietro le punte spostandosi su tutto il fronte dell'attacco. Reja sa che De Zerbi non può svolgere altro ruolo che il trequartista: inutile cambiare modulo e tentare di trovargli un'improbabile posizione alternativa sulla corsia esterna. L'altro dubbio riguarda il centrocampo dove Montervino appare in condizioni precarie, Bogliacino alla fine se la cava sempre grazie alla qualità tecnica, Dalla Bona cresce di partita in partita. Amodio scalpita, ma scalpita pure Trotta: nelle ultime due partite ha giocato meno di mezzora ma dalla sua corsia sono giunte le due occasioni migliori, la prima per De Zerbi ad Arezzo, la seconda per Cannavaro con la Triestina. Troppo per non far riflettere anche il tecnico. La difesa sembra risentire degli equivoci tattici della squadra. Anche quel gol incassato in mischia non è beneaugurante. Per fortuna c'è tempo per trovare i giusti rimedi, meno per sperimentarli e applicarli.


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