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La pagina del Napoli
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Un Napoli bello e pazzo
di Dario De Simone
C'è un fantasma che ancora s'aggira tra gli spalti del San Paolo. Non s'era visto per dodici anni, ma lui c'era. E in questo sabato dell'esordio è tornato pure lui, si è fatto vedere a Fuorigrotta al 32' del secondo tempo di Napoli-Treviso. E' il fantasma di Pippo Maniero. Fa il centravanti e indossa la maglia del Padova, un'altra squadra veneta. Diventa fantasma in un pomeriggio d'inizio ottobre: sulla panchina degli azzurri c'è Guerini, su quella dei veneti c'è Sandreani. Il Napoli vince 3-1, poi all'85' e all'86' Pippo Maniero insacca per due volte alle spalle di Taglialatela, prima di testa poi con un tiro sporco. Finisce 3-3 e Guerini sarà cacciato di lì a poco. Quel fantasma è ricomparso al San Paolo dodici anni dopo, ha preso i corpi di Beghetto e Vascak. Ma stavolta è un'altra storia. In panchina non c'è Guerini, che ormai la partita non la commenta neanche a Sky, in campo ci sono uomini veri, messi insieme da una società forte. E così, davanti al pericolo di rovinare una partita in pochi minuti il Napoli reagisce e produce l'eurogol di Dalla Bona, un'esecuzione perfetta, una magia che stende definitivamente il Treviso. I fantasmi sono lontani da questo Napoli costruito da quel furbacchione di Pierpaolo Marino. "Quel bugiardo, quella faccia di bronzo", avrà affermato qualcuno solo 6 mesi fa quando Marino prometteva solo 4 o 5 innesti di spessore. E invece, lui non ha detto bugie (incredibile per un direttore generale), ha fatto ciò che aveva detto. Più o meno.
Sì, perché Bucchi, De Zerbi, Dalla Bona, Domizzi e Cannavaro non sono innesti di spessore, sono il meglio che il mercato poteva offrire ad una squadra di serie B molto ambiziosa. Già dimenticati i trionfi di Coppa Italia, il Napoli si è calato nella realtà della serie B, ritrovata dopo due anni d'inferno. L'unico superstite di quella squadra, il capitano Francesco Montervino, non c'è perché squalificato. E gli azzurri soffrono l'assenza del centrocampista: per mezzora i ritmi sono bassi, per mezzora si sbadiglia e ci si arrabbia perché sembra impossibile che il grande Napoli visto contro la Juve si sia fatto imbrigliare da un Treviso discreto ma non trascendentale, organizzato ma anche rimaneggiato. Poi il lampo di Roberto De Zerbi, il calciatore in più, l'uomo capace di saltare l'avversario ed entrare in area per regalare a Bucchi un assist per il gol più facile. E' il lampo delle grandi squadre, capaci di svegliarsi all'improvviso grazie alle prodezze dei calciatori di livello superiore. Una vecchia storia che può scacciare via anche i fantasmi più ostici. Implacabili gli attaccanti, solida la difesa che viene rassicurata da Iezzo in occasione di un paio di tentativi di Baseggio da fuori area. Poi il regalo confezionato da Avramov e Giuliatto per Gianluca Grava che ci crede e fa 2-0. Sembra tutto finito al 45'. Stessa convinzione in apertura di ripresa quando gli azzurri sembrano in grado di arrivare con maggiore frequenza dalle parti di Avramov. E così, al 56' arriva pure il terzo gol: Calaiò si libera dell'avversario con una giocata di alta classe e viene atterrato. E' rigore. Lo trasforma ancora Bucchi con una botta secca sotto la traversa (Guarda il video). E' fatta? Nemmeno per sogno. Calaiò sfiora il quarto gol su assist di De Zerbi e poi lascia il posto a Pià. Poco dopo la mezzora quel prologo di un finale-thrilling che però non ci sarà. Va invece in scena la riscossa del Napoli, sale in cattedra Samuele Dalla Bona che fissa il risultato sul definitivo 4-2 con una spaventosa conclusione al volo dai 25 metri: da quella posizione si rischia una clamorosa figuraccia. Ma chi ha coraggio, come Dalla Bona, si può ritrovare autore del gol più bello del weekend. E' la mazzata finale alle speranze del Treviso, è l'episodio che chiude una partita apparsa prima ostica, poi troppo facile, poi ancora ostica e infine esaltante. Quattro gol, i brividi, la doppietta di Bucchi e una rete d'antologia di Dalla Bona: tutto in un pomeriggio, il primo pomeriggio di una stagione lunghissima. Questo Napoli sembra forte, bello e anche un po' pazzo. Ha vinto per quattro volte nelle quattro partite disputate fino ad oggi, tutte in casa. Ha battuto il Frosinone per 3-1 all'esordio, ha vinto con l'Ascoli ai tempi supplementari con un gol di un Pià quasi dimenticato, ha eliminato la Juve dopo 120 minuti di emozioni incredibili e dopo 16 calci di rigore. A questo s'aggiunga il variegato pomeriggio col Treviso. C'è una sola certezza in un campionato così lungo e difficile: ci sarà da divertirsi, una sensazione di cui a Napoli si sente davvero il bisogno.
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