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La pagina del Napoli


Sosa: un lampo nel silenzio

di Dario De Simone


Tutti i tabù sfatati in un sol colpo. Buon segno, perché erano tanti. Sono rimasti a bocca asciutta i temutissimi napoletani Riccio e Nocerino mentre l'ex Coppola si è dovuto arrendere a Sosa. Prima sconfitta, in una gara di campionato, per il Piacenza al San Paolo. L'altra, nell'agosto 2005, fu in Coppa Italia e pure fu firmata dal Pampa. Il Napoli dimentica anche le precedenti sei partite a porte chiuse, tutte finite in parità. Insomma, sembra proprio l'anno degli azzurri. Se ne accorge anche chi ascolta alla radio il racconto della rimonta del Vicenza. La Juve si è trasformata da presunta fuggitiva a capolista in coabitazione con il Napoli. La vittoria sul Piacenza vale doppio, forse triplo. Se n'è accorto pure Reja che a fine partita si è sbilanciato parlando di tre punti fondamentali. Una partita che s'annunciava deprimente e per tutto il primo tempo lo è stata. Poi gli imprevisti. Reja fa scaldare Bucchi, ma lui nella distinta non c'è. Marino se ne accorge e allora entra Sosa. Sarà la mossa decisiva. Un altro Napoli quello dell'ultima mezz'ora dopo il buon avvio di ripresa dei ragazzi di Iachini che si mordono le mani per una clamorosa occasione fallita da Riccio. Poi la partita si tinge d'azzurro. Reja, che aveva già sistemato Domizzi a centrocampo trasformando il modulo in un 4-3-3, spedisce nella mischia pure Trotta al posto di Dalla Bona. Coppola si oppone prima a Calaiò e poi a Sosa. Sembra un muro invalicabile. Calaiò s'invola verso la sua porta e sembra pronto a batterlo, ma Nef lo falcia in area. Per Marelli non è successo nulla, Calaiò si sente defraudato e reclama. Dalla Tribuna Stampa piovono gli insulti sul direttore di gara che stavolta li ha sentiti. Sembra che lo 0-0 non possa schiodarsi ma a sette minuti dalla fine il forcing napoletano viene premiato: Trotta serve Grava che da destra fa partire un cross perfetto per la testa di Sosa. E' il gol che decide la partita. Il finale è teso. Esce Calaiò, entra Montervino, ma il palermitano trova il modo di farsi espellere, mentre si trova in panchina, per una parola di troppo. E' il terzo cartellino rosso della sua stagione, un po' troppo. Ma c'è il primato riconquistato a cancellare tutto e a rendere questo sabato vuoto un giorno speciale.


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