| Contatti | Annunci | Newsletter | Diccelo | Forum |
![]()
I testi e le immagini presenti in questa pagina (salvo diversa indicazione) sono di proprietà del titolare del dominio CalcioCampano.com, il quale si riserva il diritto di perseguire per vie legali gli autori di riproduzioni non autorizzate. |
di Dario De Simone
Ci sarebbero tante considerazioni da fare su questo Napoli di Reja, ancora una volta "bello di notte". Più che bello stavolta è stato vincente come le altre volte: 7 vittorie su 7 in campionato, 10 su 11 in Coppa Italia passando anche per supplementari e rigori. E' un caso? Forse no. Comunque è anche un Napoli che fa divertire ed emozionare: nei finali di gara, nel bene e nel male, succede sempre qualcosa. Anche il modo in cui è arrivato il gol di Hamsyk fa riflettere: rinvio di Gianello, Sosa prende la mira da cinquanta metri e va a sfiorare la palla di testa, poi assist di Lavezzi e colpo di testa dello slovacco, sempre più goleador. Fare un gol così al 92' è insolito e non è solo colpa della difesa del Palermo. E' forse il raggruppamento dei simboli di questa squadra: un secondo portiere chiamato in causa e alla fine sempre attento, un Pampa al quale una città intera non sarà mai abbastanza grata, un Lavezzi sempre pronto a creare il panico quando ha la palla tra i piedi, un Hamsyk che, tra partite non proprio brillanti e voci antipatiche, alla fine si dimostra giovane di notevole caratura.Tra le altre considerazioni da fare c'è la capacità di Reja di cambiare le partite in corsa: dopo un primo tempo di grande sofferenza, nella ripresa i due cambi (dentro Bogliacino e Garics, fuori Savini e Grava) arrivano nel momento giusto, quando il Palermo comincia a soffrire la stanchezza. Per settimane si era parlato del modulo da cambiare, ma alla fine Edy, dopo lo scivolone con l'Empoli e le dimissioni pronte, ha deciso di andare per la sua strada, quella che ha consentito al Napoli di tornare in alto. Ha sistemato la difesa a quattro contro l'Inter, l'ha riproposta in alcuni spezzoni di gara, ha creato un Napoli camaleontico che può cambiare in corsa, a testimonianza che i moduli contano fino ad un certo punto. Molto dipende anche dagli avversari. Poi c'è il terzo cambio, quello che il prossimo anno non sarà più riproponibile: non c'è spazio per giocare palla a terra e allora dalla panchina si alza Sosa. Da quel momento si gioca solo nell'area siciliana. E alla fine arriva il gol. Sette partite alla fine: davvero Pierpaolo Marino, in caso di mancato accordo con Reja, vuole rischiare di ritrovarsi senza allenatore a metà giugno?
Le immagini raffiguranti loghi e marchi delle società sportive, delle federazioni e delle associazioni sono di proprietà dei rispettivi titolari. Calcio Campano.com è disponibile alla rimozione di essi in ogni tempo. |
| - www.calciocampano.com |