RedazioneContattiLinksAnnunci NewsletterDicceloForum Rpn


Prima Pagina

Le notizie
Archivio notizie


Napoli
La rosa azzurra
Il calendario

Serie C1
Avellino
Salernitana
Juve Stabia
Cavese

Serie C2

Serie D

Eccellenza

Archivio

Galleria Foto






I testi e le immagini presenti in questa pagina (salvo diversa indicazione) sono di proprietà del titolare del dominio CalcioCampano.com, il quale si riserva il diritto di perseguire per vie legali gli autori di riproduzioni non autorizzate.


La pagina del Napoli

A PERUGIA NIENTE PUBBLICO E NIENTE GOL

Il Napoli più insipido

di Dario De Simone


Una partita noiosissima che produce il risultato più ovvio. Questo è Napoli-Mantova, un incontro più che uno scontro. Quattro palle gol, solo due abbastanza nitide, portieri impegnati raramente, difese che prevalgono sugli attacchi e un gelo che contribuisce a rendere grigio il pomeriggio del Curi. I partenopei scontano a Perugia la sanzione delle porte chiuse e lo fanno contro l'avversario peggiore, un Mantova che sembra organizzato e determinato nonostante il silenzio. Ma in realtà la gara a porte chiuse, con tutto ciò che ne deriva, arriva nel momento migliore per gli azzurri. C'è già la possibilità di riscatto martedì sera con il Brescia a Fuorigrotta e comunque meglio giocare senza Calaiò una partita nella quale sembrava già difficilissimo sfuggire alla logica dello 0-0. Meglio guardare il bicchere mezzo pieno dopo una giornata vuota in tutti i sensi, anche a costo di arrampicarsi un po' sugli specchi. Restano vuoti gli spalti, restano vuote le porte. Restano all'asciutto gli attaccanti: Bucchi, schierato al posto di Calaiò, vede la porta solo una volta nel finale quando gli viene affiancato Roberto Sosa. Per i restanti 80 minuti il centravanti romano è protagonista di una gara di mediocrità con il compagno Pià. Per la verità, non è che a Bucchi giungano molti palloni giocabili soprattutto dalla destra dove Trotta è costretto sulla difensiva dalla presenza del bravo Tarana. Proprio l'ex perugino impegna Iezzo sul primo palo su ottimo assist di Caridi. Proprio sul tiro dell'attaccante di origine napoletana, nella ripresa, la seconda parata del portiere azzurro. La gara del Napoli ruota intorno a quell'episodio del primo tempo: Bogliacino calcia, Spinale devia, Brivio vede la palla in ritardo e riesce a toccarla sulla traversa, poi Pià non va deciso sul pallone e consente a Notari di respingere. Queste le emozioni, tante le riflessioni. Il Napoli paga a caro prezzo quei petardi fatti esplodere durante la gara col Frosinone, anche perché sembra assurdo dover assistere ad una gara così insipida dopo la prestazione convincente di Cesena. E' la conferma che questa serie B è insidiosa e difficilissima. Ma il rendimento del Napoli, al di là delle considerazioni ambientali, sembra troppo legato al tipo di avversario. Il Mantova di Mimmo Di Carlo imbriglia bene gli azzurri grazie all'esperienza in difesa ed al dinamismo in mezzo al campo. Resta il conforto della classifica e soprattutto dei sette risultati utili consecutivi, quattro vittorie e tre pareggi che significano continuità, parola chiave che fa rima con serie A.


CAMPI VERAMENTE NEUTRI

Sono sempre viaggi d'inferno quelli del Napoli in campo neutro. Anzi, se possibile, sono qualcosa di peggio: un insipido purgatorio fatto di inutili e dannosi pareggi, come quei cinque consecutivi nelle cinque partite a porte chiuse giocate nell'autunno del 2003 a Campobasso. Andrea Agostinelli, tecnico di quel Napoli, ribatezzò col nome di "Cimitero Romagnoli" quel moderno impianto del capoluogo molisano. Neanche un tifoso presente se si fa eccezione per il presidente Naldi e quello striscione "Solo per Sergio" a ricordare perché e come si era finiti per giocare lontano dal San Paolo per due mesi. Prima di quella lunghissima e sciagurata serie di pareggi, che poi costò la panchina all'allenatore marchigiano, il Napoli aveva giocato l'ultima partita in campo neutro nel febbraio del 2002 contro l'Empoli a Benevento. E non erano servite le porte aperte e i 15.000 del Santa Colomba per evitare uno squallido 0-0. L'ultima vittoria risale all'anno prima quando un gol di Pecchia al 90' risolse un chiacchieratissimo Napoli-Fiorentina disputato a Palermo. Per ritrovare un altro periodo così tristemente ricco di partite in campo neutro bisogna tornare indietro addirittura di un trentennio, alla seconda metà degli anni '70 quando il Napoli di Pesaola riuscì addirittura a farsi penalizzare di un punto in classifica per cumulo di squalifiche del campo.
La statistica dice che tra le cause più frequenti delle tappe forzate in campo neutro ci sono i lanci di oggetti e soprattutto di petardi. Così nel 1977, così nel 2001 quando un razzo esplose 30 metri sopra il centrocampo durante un Napoli-Udinese, così l'anno dopo quando un razzo lanciato dai Distinti centrò la Curva A durante il derby Napoli-Salernitana, così questa volta. E così anche in occasione dell'ultima eurosqualifica, quella che il Napoli attende di scontare da 12 anni: era il 7 dicembre del 1994 quando l'arbitro olandese Van Der Ende fu costretto a sospendere per sei minuti la partita di Coppa Uefa con l'Eintracht Francoforte a causa di un fitto lancio di oggetti in campo. Una gara a porte chiuse la sanzione decisa dagli organi di giustizia sportiva continentale. E non c'è prescrizione che tenga, anzi ci si augura di giocarla presto...


Vuoi commentare questo articolo ? Invia una lettera alla rubrica
Diccelo scrivendo all'indirizzo redazione@calciocampano.com



Le immagini raffiguranti loghi e marchi delle società sportive, delle federazioni e delle associazioni sono di proprietà dei rispettivi titolari. Calcio Campano.com è disponibile alla rimozione di essi in ogni tempo.
- www.calciocampano.com