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La pagina del Napoli

JUVENTUS SCONFITTA DOPO 17 ANNI DA DUE RIGORI INVENTATI

La vendetta fredda fredda...

di Dario De Simone


Legge del contrappasso, compensazione, riscatto... Chiamatela come volete, ma la serata in cui il Napoli batte 3-1 la Juventus è la serata del tifoso vero. Non dello sportivo. Perché lo sportivo si vergogna di vincere in questo modo. Ma il tifoso gode. Battere la Juventus con due rigori inesistenti: chi, in Italia, non l'ha mai sognato? I napoletani hanno realizzato il sogno che cancella il gol con la mano di Casiraghi, i rigori inventati da Graziano Cesari, lo scandalo della squalifica ridotta a Davids e tanti altri episodi che farebbero impallidire "Capi" e "Papi" . Per esempio la prepotenza con cui la Juve e la tv a pagamento imposero un assurdo posticipo lo scorso anno... Insomma, stiano a casa quelli che ora piangono. E riflettano, loro che per intercessione altrui hanno rubato su ogni fronte, su quanto faccia male prenderlo in quel posto.
Al di là di questo, al di là dei 17 anni di attesa per battere l'odiata Juventus, resta nella mente la serata del San Paolo. Ma resta nella mente anche un Napoli che per un'ora tiene testa ai più quotati avversari. Che devono recriminare non solo contro l'arbitro, ma anche contro chi dilapida l'impossibile. La gara viene decisa soprattutto da un episodio che accade sull'1-1: gran cross dalla destra, testa di Trezeguet sul palo, poi Del Piero spara alto da ottima posizione. Incredibile! E' il burrascoso inizio di ripresa dopo un primo tempo equilibrato nel quale la Juve punge solo con un tiro di Almiron al termine di un'azione insistita e il Napoli sbatte contro il trio difensivo sistemato da Ranieri per fronteggiare Lavezzi e Zalayeta. A centrocampo è battaglia ed è un peccato non assistere alla sfida con lo squalificato Nedved. Il duello più bello è quello tra Blasi e Almiron che spesso s'incrociano. C'è anche tempo per qualche polemica quando Bergonzi e l'assistente Stefani non vedono un evidente fallo su Lavezzi che poteva portare ad una punizione e all'ammonizione di Chiellini.
Nell'intervallo ci si chiede se un episodio possa sbloccare una gara destinata allo 0-0. E l'episodio si materializza dopo pochi istanti: l'azione della Juve è bella quanto fortunosa. Palladino, imbeccato da Trezeguet, sbaglia il tiro che si trasforma in un assist per Del Piero, il tocco non è impeccabile ma beffa Iezzo. E' il solito gol di Alex, quello che fa esplodere gli juventini e disperare i napoletani. Qualcuno pensa che il pari stava bene prima e che ora sarebbe d'oro. A far cambiare radicalmente idea è Walter Gargano: l'uruguayano prende palla ai 30 metri, punta verso Buffon, beffa tutti e insacca con un diagonale secco e preciso. E' l'apoteosi. La paura passa, poi torna quando Trezeguet coglie il palo, ma passa nuovamente quando Del Piero si mangia il gol del nuovo vantaggio. E' l'episodio decisivo. Il Napoli comincia a credere nel miracolo, la Juve scompare lentamente dal campo. Al resto pensa Bergonzi di Genova. Il rigore fischiato per fallo di Chiellini su Lavezzi è inesistente. Eppure l'arbitro era lì a due passi, avrebbe dovuto vedere l'intervento del difensore
nettamente sul pallone, ma la durezza del contrasto, che fa volare l'argentino, probabilmente lo trae in inganno. Imperdonabile. La Juve protesta, non è abituata a subire simili affronti. Qualcuno tra i bianconeri ingaggia anche una lite a distanza con Lavezzi, ma lui non c'entra niente e non ha nemmeno simulato. Intanto, al dischetto s'avvicina una "bestia" come Maurizio Domizzi. Uno che appare quasi "scocciato" quando deve parlare coi giornalisti e che invece dice sempre cose sensate e piene di significato; a volte sembra che non si regga in piedi, a volte che debba crollare come il Colosso di Rodi, poi gioca l'amichevole infrasettimanale come la finale di Coppa dei Campioni. E' uno dei simboli della riscossa del Napoli costruito da Pierpaolo Marino. Uno come Domizzi riesce facilmente ad isolarsi dal contesto, va sul dischetto e spiazza Buffon con un bel piattone. E' il gol che apre la strada al successo napoletano. Ed è qui che si capisce che la Juve non è l'Inter, ma solo una squadra molto forte che accusa il colpo e non ha la forza di reagire. La batosta definitiva arriva ad una ventina di minuti dalla fine quando Bergonzi concede il secondo rigore per atterramento di Zalayeta da parte di Buffon. Ma stavolta l'arbitro è perdonabile perché è difficile, senza la moviola, capire se il contatto ci sia stato davvero. Bellissima, invece, l'azione che porta l'uruguayano davanti al portiere della Nazionale. Che nulla può sulla splendida trasformazione di Domizzi, al suo quarto gol in campionato, il sesto se si considerano anche le coppe. E' il capocannoniere, in coabitazione con Zalayeta, di un Napoli capace di tenere la media di quasi due gol a partita. Quella con la Juve finisce qui. I bianconeri, già atterrati dal primo torto arbitrale, non si riprendono più. E' festa, per una volta azzurra, mentre chi ha rubato per anni ora piange, piange, piange... L'unica nota stonata è l'infortunio ad Emanuele Blasi: per il centrocampista, tra i migliori in campo, una distorsione che rischia di tenerlo fuori per un mese. Peccato perché appena pochi minuti prima aveva raccolto scroscianti applausi e cori spontanei dal settore Distinti. Si riprenderà. Il Napoli, invece, si gode la trasformazione inattesa: l'"ottobre rosso", quello in cui si rischiava di fare quattro sconfitte consecutive, ha già portato 4 punti. E c'è ancora Firenze...


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