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La pagina del Napoli

JUVENTUS BLOCCATA AL SAN PAOLO

Al Napoli sono venuti i cinque minuti

di Dario De Simone


Quando quella banda di pellegrini alla destra della Tribuna è esplosa per festeggiare la punizione vincente di Del Piero, in tanti avranno pensato che era il solito Napoli contro la solita Juve, capace di sfruttare l'episodio giusto in una partita nella quale si era visto poco o nulla. Meglio i bianconeri per oltre un'ora, soprattutto nel primo tempo quando Camoranesi aveva costruito l'unica vera palla-gol. Sembrava la solita storia: i nemici a cantare per la nona vittoria consecutiva, i tifosi azzurri delusi perché ancora una volta la squadra era mancata proprio sul più bello. E invece no: perché questo Napoli di Reja, brutto, a volte salvato dalla fortuna, a volte irritante, molto spesso noioso, ha qualcosa nel dna che da due anni gli consente di mantenere l'imbattibilità casalinga. Per questo scopo, e solo per questo, il Napoli sembra una macchina perfetta. Lo dimostrano quei cinque minuti di assalti alla porta bianconera quando i partenopei costruiscono occasioni a ripetizione, fanno ciò che da loro si attendeva magari un'ora prima. Calaiò fermato da Birindelli e poi dalla grande parata di Buffon: è il segno della riscossa. "Non ci sto", avrà esclamato qualcuno in campo, aiutato dal cambio Montervino-De Zerbi. Ed ecco che una bella azione del fantasista dà il via alla manovra che porta l'ottimo Trotta a crossare di prima intenzione per l'accorrente Bogliacino. Buffon stavolta non può nulla: è il gol che zittisce la banda di pellegrini bianconeri. Non grideranno più perché per loro la beffa è stata grande. Solo a Rimini la Juve era stata raggiunta. Quella del posticipo della decima giornata era una squadra rimaneggiatissima, ma questo nulla toglie a quella che per il Napoli può essere considerata un'impresa. Erano tanti i record che potevano cadere nei 90 minuti del San Paolo: alla fine si sono sacrificati Buffon, che ha visto terminare la propria imbattibilità dopo 760 minuti, e la Juve stessa, costretta a rinunciare alla nona vittoria consecutiva. Resiste l'imbattibilità dei bianconeri che non perdono da un anno, resiste quella del San Paolo che dura ormai da due anni, resiste il tabù Juve per il Napoli: dal 1990 gli azzurri non brindano alla vittoria contro i bianconeri.
Ma non era questa l'occasione più propizia per sfatarlo. Troppi problemi per la squadra di Reja, reduce da cinque giorni di ritiro in vista di tre match in notturna nel giro di otto giorni. E' il momento decisivo della stagione: meglio accontentarsi di un punticino contro i campioni bianconeri che rischiare di perdere una gara che potrebbe avere effetti devastanti sul morale. Che è alto dopo la zampata vincente di Bogliacino. Il Napoli almeno sa reagire, quello che non aveva fatto a Bergamo contro avversari meno quotati. Tanti sono ancora i problemi, a cominciare dall'enigma Bucchi. Dov'è finito l'implacabile capocannoniere della serie B? In panchina dopo 45 minuti di nulla assoluto. E proprio l'ingresso di Roberto Sosa, unito all'infortunio di Le Grottaglie, ha consentito al Napoli di essere più temibile nel gioco aereo. Reja non sembra avere ancora le idee chiare. Anche contro la Juve ha schierato una squadra diversa, forse perché era un'occasione speciale, forse perché nei momenti di difficoltà ci si affida alle vecchie maniere. E allora Reja ha scelto le marcature a uomo per fermare gli attaccanti bianconeri: Montervino su Del Piero, Giubilato su Zalayeta, Grava su Camoranesi. Il gioco sulle corsie esterne ne ha risentito non poco; però, se si fa eccezione per un paio di iniziative del numero 10 bianconero, quelli della Juve non sono mai entrati pericolosamente in area. Merito anche di Maldonado e Domizzi, una spanna su tutti. In mezzo al campo poca qualità: Bogliacino gioca a fasi alterne e soffre il pressing bianconero, Amodio non ha tra i suoi compiti quello di esprimere qualità, Trotta è fuori ruolo. Ma proprio il suo spostamento nella zona destra, unito all'ingresso di De Zerbi, porta al pareggio degli azzurri. Nota conclusiva per Emanuele Calaiò: ci si chiede quanto possa durare ancora l'eccezionale stato di forma dell'attaccante palermitano. Per tutto il primo tempo s'assiste alla sfida "Calaiò contro tutti". E solo per miracolo i difensori bianconeri riescono a frenarlo in un paio di circostanze. Si spera che possa continuare su questi livelli in attesa del ritorno prepotente di Bucchi.


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