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La pagina del Napoli
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BOGLIACINO SALVA IL PRIMATO E 2 ANNI DI IMBATTIBILITA'
Neanche Napoli ferma il Napoli
Sabato amarissimo a causa della follia di bande di balordi: lo stadio San Paolo, che sarà squalificato, è sempre più lo specchio di una città allo sbando. Ma De Laurentiis non ci sta, scende in campo e convince l'arbitro ad andare avanti
di Dario De Simone
Un pomeriggio emblematico di quella che è diventata nel 2006 la realtà della città di Napoli. Quella che tutti, ogni giorno, possono "ammirare" da ogni parte d'Italia grazie alla televisione. Una città nella quale la gente è ostaggio di bande di delinquenti senza scrupoli che hanno l'unico scopo di creare caos. Napoli-Frosinone finisce 1-1, ma forse nessuno se ne accorge. Ciò che conta è il vergognoso spettacolo che va in scena sugli spalti con un proditorio e preordinato lancio di petardi. Per la verità, non sembrava aspettare altro il signor Orsato di Schio, che già si era lasciato andare a scene di protagonismo, forse condizionato dalle parole di Matarrese in settimana. I petardi sono sempre esplosi ed erano arrivate solo ammende. Ben venga un irrigidimento, ben venga la tolleranza zero, negli stadi e sulle strade. Ma l'impressione è che, calcisticamente parlando, le regole applicate alla lettera possano spingere Napoli fuori dal mondo del pallone. La città, al di là delle sterili difese di certi politici e di certi amministratori locali, è già fuori dal seminato della civiltà. Troppo basso il senso del rispetto e del vivere civile in una città assediata da bande di "inqualificabili". C'è chi li chiama animali e così facendo offende tante innocenti creature. L'episodio del San Paolo,specchio fedele della città, conferma la drammatica realtà dalla quale, irrazionalmente e non, sembrerebbe opportuno fuggire alla prima occasione. E forse ci avrà pensato, per qualche momento, pure Aurelio De Laurentiis. Anche questa è una storia emblematica, la storia di chi rischia di vedere vanificato un massiccio investimento sulla città. Andrebbe spiegata così la scarsa iniziativa imprenditoriale di tanti nostri concittadini, andrebbe spiegata così l'impossibilità di avere un arredo urbano decente, andrebbero spiegate così tante cose che non funzionano, al di là delle responsabilità di chi governa la città, perché per le strade si aggirano bande di "inqualificabili" che pretendono di essere estranei ad ogni regola del vivere civile. Colpevoli tutti per aver creato le condizioni ideali per la loro "formazione", colpevole in misura maggiore chi, a tutti i livelli, potrebbe intervenire e non lo fa. Il calcio non sta meglio a livello di governo: le parole di Matarrese, che sembravano preannunciare la squalifica del campo, sono state spiacevoli e infelici. Ma del resto conosciamo il personaggio. Ciò che conforta è invece quella grinta di De Laurentiis, sceso in campo per difendere i propri diritti e quelli della gente perbene. Deciso e a tratti pure minaccioso, il patron è riuscito a convincere l'arbitro. Si è andati avanti, così come era giusto. Ma sarebbe da struzzi non comprendere che contro il Frosinone si è rischiata un'altra giornata come quella del Partenio. Il morto non c'era, il ferito sì. E lottava tra la vita e la morte all'ospedale di Pescara. Hanno offeso pure Gianluca quegli "inqualificabili" che hanno lanciato i petardi proprio dove era stato collocato lo striscione in suo onore, uno dei tanti.
Ma c'è anche una partita da raccontare. C'è da raccontare soprattutto un gol che in un attimo rimette le cose a posto. Vale tantissimo quella zuccata vincente di Bogliacino: il primato è salvo, i 25 mesi di imbattibilità casalinga pure. Iezzo perde invece la sua personale imbattibilità: quella generica si ferma a 373 minuti, quella su azione si allunga a 632. L'ultimo a fargli gol, senza contare due rigori e la punizione di Del Piero, è
stato Cavalli a Vicenza. La gara con il Frosinone conferma lati positivi e negativi del Napoli. Reja spedisce in tribuna Savini e schiera Vitale sulla corsia sinistra. Il giovane fluidificante, apparso in gran spolvero in Coppa Italia col Parma, va in grande difficoltà contro Ciccio Lodi, 21 anni, da Frattamaggiore. Il Napoli gioca a sprazzi, rischia qualcosa nella prima frazione quando Galasso si presenta due volte davanti a Iezzo, poi sfiora il gol nella fase centrale soprattutto con Calaiò che costringe il bravo Zappino a deviare sul palo un tiro ravvicinato. Poco prima del fischio finale potrebbe segnare Pià che però si fa recuperare da Antonelli a pochi passi dalla porta avversaria.
Inizia la ripresa e Orsato diventa subito protagonista. Fa annunciare dallo speaker che al petardo successivo scatterà la sospensione. Così è, per due minuti. Poi si va avanti. Nel Napoli c'è Bucchi al posto di De Zerbi, poi entra Della Bona per Pià. L'occasione più importante capita proprio a Bucchi che salta due avversari ma calcia centralmente su Zappino. Il sorprendente Frosinone ribatte colpo su colpo e costringe Iezzo alla parata: Lodi viene pescato da un bel lancio di D'Antoni, ma il portiere stabiese ci mette la solita pezza. La partita va avanti a fasi alterne, poi a metà ripresa il fattaccio: esplodono petardi a ripetizione tra i Distinti e la Curva B, nello stesso posto da cui partì la bottiglietta che centrò l'assistente dell'arbitro in un Napoli-Bari di 6 anni fa. Sembra fatto di proposito e forse è così. In campo De Laurentiis e Marino, i vertici delle forze dell'ordine. Si vivono cinque minuti di panico nei quali però il patron mantiene la calma. Si riprende mentre nella zona degli "inqualificabili tiratori" arriva la polizia. Il Napoli accusa il colpo e risente delle continue interruzioni. Maldonado pasticcia e si fa sorprendere da Castillo. Per Orsato è rigore con espulsione. Lodi non sbaglia dal dischetto. Sotto di un gol e in dieci contro undici sembra finita, ma non è così. Tutti confidano nella capacità di reazione degli azzurri. C'è Trotta nel Napoli, è appena subentrato a Vitale, sarà ancora decisivo. Proprio una splendida azione del romano consente a Bogliacino di insaccare la palla del pareggio. Iniziano i sette minuti di recupero nei quali il Frosinone sciupa l'inverosimile in contropiede e gli azzurri si mordono le mani per qualche mischia in area non risolta dagli attaccanti. Finisce 1-1 ed è un sollievo, in tutti i sensi. Al San Paolo si tornerà, chissà quando.
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