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La pagina del Napoli

PROSEGUE LA CORSA VERSO LA SERIE A

Un poker che fa sperare

di Dario De Simone


Quattro vittorie consecutive. Non succedeva da 5 anni, da quando Gino De Canio portò il Napoli ad un passo dal ritorno in serie A, sfumato in un brutto pomeriggio contro la Reggina. Altri tempi. Ora la squadra partenopea vede davvero il traguardo davanti a sè. Un traguardo raggiungibile in tre modi: attraverso la lotteria dei playoff, attraverso la conquista del secondo posto oppure attraverso il maxidistacco. Sembrava un'ipotesi impraticabile soprattutto a causa delle tante squadre coinvolte, ma in questo sabato di fine aprile hanno perso praticamente tutte. Juventus 72, Napoli 65, Genoa 64. Poi l'oceano: Bologna, Mantova e Rimini 56, Piacenza 53. Otto punti di distacco tra terza e quarta, nove tra i partenopei ed il gruppone. Tutto ciò non cambia le carte in tavola: bisogna vincere sempre o quasi sempre. Il Napoli lo fa regolarmente da 4 partite, ha vinto 5 gare delle ultime 6 perdendo solo a Torino con la Juventus. Più tosto del previso il Cesena di Castori, traballante in difesa, temibile in attacco nonostante l'assenza di Salvetti. Un gol per tempo: il primo lo segna Roberto Sosa al settimo sfruttando un pasticcio del portiere romagnolo Sarti che esce a farfalle. Il Pampa non si fa pregare e insacca di testa. Il Napoli è più vivo del solito e sembra poter facilmente raddoppiare anche grazie alla traballante difesa di Castori. Ma il Cesena riprende fiducia e chiude il primo tempo all'attacco. Cannavaro rischia di combinare un pasticcio, ma Domizzi ci mette una pezza. Savini si fa ammonire per simulazione, salterà la gara con l'Albinoleffe. Reja punta ancora su Montervino a centrocampo, affiancandolo al redivivo Gatti e a Bogliacino. In attacco c'è la coppia Sosa-Calaiò. Nella ripresa, il palermitano sfiora per tre volte il raddoppio, glielo negano prima Sarti poi i centimetri poi l'arbitro che non ravvisa gli estremi del fallo in un tocco con la mano sul tiro del siciliano. A questo punto, il Cesena torna prepotentemente a farsi vedere: Castori alimenta le speranze di pareggio con qualche buona sostituzione; temibile soprattutto il giovane Moretti. Occasioni vere e proprie non ne capitano tra i piedi dei romagnoli, Iezzo resta quasi inoperoso. Ma qualche cross dalla destra di Papa Waigo preoccupa non poco. Reja cambia: fuori Grava, dentro Trotta; poi entra Pià al posto di Sosa che raccoglie una vera e propria ovazione da parte dei 40.000 del San Paolo. A cinque minuti dal termine l'occasionissima per il pareggio del Cesena: cross di Papa Waigo, deviazione di Amodio, tocco di Bracaletti all'altezza del secondo palo, ma Iezzo è sempre Iezzo e respinge. Lunghissimo il recupero concesso dall'incerto Palanca di Roma. Al 96' il raddoppio degli azzurri: Bogliacino chiede il triangolo a Calaiò, va sul fondo e mette in mezzo per l'accorrente Trotta che spara di esterno destro e insacca. Non è un gol bello come quello di Frosinone, ma è il primo di questa stagione al San Paolo. E' festa azzurra. Dagli altri campi arrivano le notizie delle sconfitte delle dirette concorrenti. Ma il rapporto col pubblico era già stato recuperato: in tantissimi a Fuorigrotta per spingere gli azzurri e sorreggerli anche nei momenti più delicati. Un altro segnale positivo. E martedì sera contro l'Albinoleffe saranno anche di più.
La matematica dice che tutto è ancora in gioco. Il Brescia sale a 52, ad una sola lunghezza dal Piacenza battuto sul campo di un Arezzo che proprio non vuole rassegnarsi alla serie C1. Ma le rondinelle a -4 dalla zona playoff portano anche un'altra conseguenza: la trasferta del 12 maggio al Rigamonti sarà particolarmente ostica. Ci si penserà dopo Albinoleffe e Mantova. Avanti!


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