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La pagina del Napoli
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SI CHIUDE CON UNA VITTORIA IL CICLO TERRIBILE
Un rigore per volare
di Dario De Simone
Un gol su rigore, due pali e qualche polemica. Questa è in sintesi la sfida Napoli-Bologna. Ma ciò che più conta è che il rigore decisivo sia dalla parte del Napoli, trasformato da Calaiò al 39' del primo tempo dopo l'assegnazione decisa da Rosetti di Torino su indicazione dell'assistente Copelli. Ulivieri e i rossoblu protesteranno a lungo. Un rigore che, visto al replay, appare abbastanza netto, almeno quanto lo è stato il predominio territoriale degli azzurri nella prima frazione di gioco. Meritato il vantaggio al termine di 45 minuti giocati molto bene dagli azzurri e sottolineati anche da tre palle gol di un certo rilievo. Premiato l'assetto tattico deciso da Reja che alla fine conferma gli uomini di Bari con la sola eccezione di De Zerbi, influenzato e quindi sostituito da Capparella. L'ex avellinese non brilla più di tanto ma attira nella sua zona di destra l'attenzione di Manfredini che a volte sembra soffrirlo. Qualcosa in più combina Pià che sfiora pure il gol ma dimostra di essere bravo soprattutto in fase di rifinitura. Il primo tempo vede il Napoli crescere di minuto in minuto, confortato dalla dinamica e granitica coppia uruguayana Amodio-Bogliacino e rassicurata da una difesa sempre più attenta. Eppure ci sono avversari temibili, da Bellucci a Zauli, da Marazzini a Emanuele Filippini. Ma dalle parti di Grava non si passa, mentre il trio non si distrae quasi mai e Savini è attento alle incursioni dell'ex bresciano. Il pubblico, numeroso come non mai, mostra di apprezzare. Su tutti ancora una volta il bravo Calaiò, l'uomo in più di questa prima parte della stagione. E' lui l'autore dell'azione che porta al rigore decisivo: stupendo lo stop a seguire, devastante la corsa verso l'area, ingenuo Costa che si fa saltare e commette fallo. Rosetti non vede, l'assistente Copelli sì. E' rigore tra le
proteste dei felsinei. Ulivieri invade il campo per contestare la decisione della terna arbitrale. Calaiò non si scompone e trasforma con un sinistro debole ma angolato a tal punto da essere imprendibile per Antonioli. Sarà il gol decisivo.
Nella ripresa cambia la musica. Ulivieri spinge i suoi, sostiene le speranze di rimonta con gli inserimenti in rapida successione di Nervo, Smit e Della Rocca. Iezzo diventa protagonista anche se solo una volta deve intervenire su Bellucci. Poi il portiere vive qualche attimo di follia quando consegna la palla a Zauli nel tentativo di evitare un corner; poco dopo un'altra uscita che si trasforma in duello nei pressi della bandierina. Tutto è bene quel che finisce bene. Al 16', però, il portiere resta immobile sul rasoterra velenoso di Claudio Bellucci dai 25 metri, lo salva la base del palo come già accaduto a Bari. Filippini tenta di fare il furbo e si tuffa in area, Rosetti vede tutto e l'ammonisce. Il Napoli supera la burrasca, si riorganizza, si arrocca in difesa e limita i pericoli. Reja aveva già inserito Trotta al posto di Capparella, poi entreranno Bucchi in luogo di Pià e Montervino al posto dello stanchissimo Calaiò. Il finale è in discesa e Bucchi su punizione coglie anche il palo. Poi il fischio finale e la gioia. Il Napoli è uscito alla grande da un ciclo di partite durissime.
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