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La pagina del Napoli


Napoli all'altezza solo per un tempo

di Dario De Simone


Si può anche uscire dal campo senza fare drammi dopo aver preso cinque gol e senza vincere 6-5. Accade quando l'avversario è chiaramente più forte di te, accade quando purtroppo da dieci giorni è già scritto che sarai vittima sacrificale degli eventi. Ecco perché il 2-5 del Napoli a Milano è da guardare positivamente almeno al 33%. Sarebbe il 50% senza quei tre clamorosi errori difensivi che hanno condannato gli azzurri. Pesa soprattutto quello di Domizzi in occasione del 3-2 di Ronaldo ad inizio ripresa. Forse, senza quella disattenzione, anche il risultato sarebbe stato diverso. Comunque, a chi ora critica Reja per essersi andato a giocare il match a viso aperto andrebbero ricordate le parole di fuoco di De Laurentiis che aveva criticato il tecnico per l'atteggiamento troppo contratto in occasione della precedente partita a Milano. "Prendiamo 4 gol? Ma va bene, questo è il bello del calcio, una squadra coraggiosa", aveva detto il patron a tre giorni dal ko con l'Inter. Ne ha presi 5 ma per un tempo si sarà divertito il presidente. Ha visto una squadra furba, mobile, gagliarda, divertente, sbarazzina, un po' pazza, un po' generosa dietro, cinica in avanti, spettacolare quando Bogliacino prende palla, parte in contropiede, trova con un lancio di 40 metri Lavezzi che di prima tocca per Sosa che insacca. In quel momento tutti hanno pensato che il vero Sudamerica di San Siro fosse il mix argentino-uruguayano del Napoli. Ma con la complicità dei difensori azzurri sono stati i brasiliani del Milan i veri protagonisti. La retroguardia azzurra è riuscita a risuscitare pure Ronaldo, autore di due reti. Da sottolineare la prestazione di Gennaro Iezzo, autore di almeno quattro interventi pregevoli e incolpevole su tutti i gol rossoneri. Sfortunati i primi due con rimpalli vinti per un soffio, troppo facile il terzo di Ronaldo, spettacolare il quarto di Kakà, bello ma evitabile il quinto di Pato che si è presentato nel miglior modo possibile al pubblico milanista. A parziale discolpa della difesa azzurra c'è da dire che quella col Milan era una delle partite più difficili sul piano tattico. Reja, che pure aveva provato Montervino a destra forse sperando di poter arginare Seedorf, ha deciso di non cambiare. Facile criticare dopo il fischio finale. Anche se proprio l'olandese è apparso l'uomo imprendibile, nonostante l'austroungarico del Napoli sia stato protagonista di una partita decente. Per ora, al primo anno di serie A, bisogna accontentarsi di mezzo grande Napoli, capace di giocare 45 minuti alla pari, di incassare due gol dai funamboli rossoneri ma anche di sfruttare le amnesie difensive della squadra di Ancelotti per piazzare due colpi importanti. Nella ripresa si poteva fare qualcosa in più, ma gli infortuni di Bogliacino e Hamsyk hanno aggravato la situazione. Gara da archiviare per tutti, ma non per Marco Capparella che esordisce in serie A proprio alla "Scala del calcio". Se lo meritava uno dei ragazzi più seri della breve storia del Napoli di De Laurentiis.


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