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La pagina del Napoli
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IL NAPOLI LASCIA DUE PUNTI A LECCE
"Era meglio giocare male e vincere!"
di Dario De Simone
Due punti buttati: non ci sono altre parole per inquadrare l'1-1 del Napoli a Lecce. E' vero che quello dei salentini è tradizionalmente un campo ostico, è vero che i giallorossi ci tenevano a far bene nella prima gara casalinga del nuovo anno e con Padadopulo all'esordio davanti al pubblico amico; ma gli azzurri avevano preso le misure agli avversari dopo un quarto d'ora di panico, quello culminato nel meritato gol leccese di Polenghi sugli sviluppi di un corner. A rimediare era stato De Zerbi, sostituto dello squalificato Calaiò, che aveva insaccato alle spalle di Pavarini su assist di Bucchi. Da quel momento è cominciata un'altra partita nella quale Iezzo praticamente non ha toccato più il pallone. De Zerbi ha sfiorato il raddoppio già nel primo tempo, poi l'ha fallito ingenuamente nella ripresa dopo averne segnato uno splendido annullato dall'arbitro Girardi su indicazione dell'assistente Biasutti. Visto e rivisto alla moviola, l'episodio è difficile da chiarire per almeno due motivi. Forse sono regolari le posizioni di Domizzi e De Zerbi, mentre Bucchi è in fuorigioco; forse Domizzi è in fuorigioco, ma è difficile determinare la passività della posizione del difensore che si disinteressa dell'azione pur essendo molto vicino al compagno. Un gol che in altre giornate, meno sfortunate, al Napoli sarebbe stato convalidato. Sfortuna, sì. E infatti a gridare vendetta, in una ripresa dominata soprattutto nella fase centrale, è l'incredibile carambola che al 24' nega il raddoppio a Bogliacino: l'uruguayano, imbeccato da un assist al bacio di De Zerbi, infila Pavarini ma si vede respingere il pallone dalle due basi dei due pali prima di riprovarci e trovare il portiere a sbarragli la strada. Reja s'infuria, i 1.000 supporters si mordono le mani. Roba che sui campi di calcio si vede una volta ogni dieci anni.
Il terzo pareggio consecutivo in trasferta coincide con una delle migliori prestazioni esterne, almeno nel brillante secondo tempo. Strepitoso Maldonado in difesa, bene Gatti quando il fiato lo sostiene, su tutti Roberto De Zerbi. Ma è la squadra intera ad aver dato un'ottima impressione. E' mancato solo il risultato. I due punti buttati a Lecce lasciano via libera alla Juventus che batte il Bari e si trova ad un passo dal titolo d'inverno. Ma il Napoli può sorridere: ha dimostrato per la seconda volta in un mese, dopo la gara di Cesena, di saper sfoderare prestazioni di carattere in trasferta. Anche quel giorno furono due legni a negare un successo meritato. Resta da correggere ancora qualcosa, ma appare difficile raggiungere la perfezione in una serie B dove si gioca a tirare i calci più agli avversari che al pallone. I dubbi sull'avvio di gara restano: Reja si è arrabbiato non poco per quel quarto d'ora incerto che aveva consentito al Lecce di fare il bello e il cattivo tempo. Poi la solita reazione e il lampo di un singolo: a Lecce è toccato al migliore in campo, Roberto De Zerbi. L'ammonizione al fantasista risolve un bel "problema" al tecnico che avrebbe faticato non poco ad escluderlo in occasione del match di lunedì con il Genoa quando tornerà Calaiò. Ma dopo il gol di De Zerbi è stato un altro Napoli, non quello capace di prendersi con tranquillità e compattezza sempre il minimo offerto dalla giornata. E' stato un Napoli deciso a fare risultato pieno, capace di limitare ad un paio di azioni di rimessa quasi inoffensive il pur notevole potenziale d'attacco della squadra di Papadopulo. La sfortuna, la bravura di Pavarini sul tiro finale di De Zerbi e quel gol annullato hanno tolto due punti agli azzurri. Ma forse è anche la legge della compensazione dopo qualche partita vinta non proprio in modo limpido, soprattutto nella fase centrale di un girone d'andata che si sta per concludere. E alla fine, anche se in modo non proprio gridato, in tanti, nel Napoli, lo pensano: "Era meglio vincere giocando male!".
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