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La pagina del Napoli
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IL NAPOLI SOFFRE MA VINCE PURE A FROSINONE
Trotta-gol: a galoppo verso la A
di Dario De Simone
Un gol come quello di Trotta si può vedere sui campi di calcio. Magari bisogna andare in serie A o nei massimi campionati esteri. Forse si vede pure sui campetti di periferia ma quasi nessuno lo viene a sapere. Ma un gol contemporaneamente così bello e così importante è una rarità. E' così: forse quella stupenda esecuzione di Ivano Trotta sarà ricordata come momento chiave del campionato del Napoli. E i partenopei scrivono a Frosinone un'altra pagina del manuale per la promozione. Così si vincono i campionati. L'impressione è che più di ogni altra cosa stia contando la mano dell'allenatore. Criticato, contestato, messo in discussione, Edy Reja pare avere molti meriti nelle due vittorie esterne di Treviso e Frosinone. Anche al Matusa ha indovinato praticamente tutto, soprattutto i cambi giusti al momento giusto. Frosinone-Napoli è la partita dell'anno per i tifosi ciociari. C'è da lavare la macchia di quel 3-1 dello scorso campionato. Il primo tempo è bruttino se si esclude qualche polemica per gli sbandieramenti degli assistenti di Girardi di San Donà di Piave: regolare il gol di Calaiò dopo appena un minuto, errate le segnalazioni in occasione di due scatti di Fialdini e Di Nardo. Poco o nulla nella prima frazione. Il centrocampo azzurro, con Bogliacino, Montervino e Amodio, tiene bene. Lodi viene annullato, a destra fa più paura Fialdini, mentre la difesa di casa non si fa intimorire da Sosa e Calaiò. L'unica vera occasione capita sul sinistro di Paolo Cannavaro che spara a lato.
La ripresa è un'altra cosa. Il primo a sfiorare il gol è Calaiò con un colpo di testa che passa a pochi centrimetri dal palo alla sinistra di Zappino. Iaconi cambia: fuori Di Nardo, dentro Castillo. Poco dopo, Margiotta coglie un palo clamoroso su cross dalla sinistra di Bocchetti. E' il preludio al gol del vantaggio firmato da Castillo che di testa insacca alle spalle di Iezzo dopo un'azione un po' confusa. Esplode il Matusa. La festa gialloblù è grande. Reja manda in campo Pià (nella foto) al posto di Amodio; Iaconi toglie Margiotta ed inserisce Dedic. Passano cento secondi e il Napoli pareggia: Montervino si scontra con D'Antoni che resta a terra, l'azione prosegue, la palla giunge a Pià che lascia sul posto l'incerto Carbone, entra in area e serve a Sosa la palla dell'1-1. Stavolta ad esplodere è il pubblico di fede napoletana: 1.500 i supporters in Curva Sud, altrettanti quelli sparsi negli altri settori. Si vivono momenti di tensione. Sembra che il Napoli possa far sua la partita. E invece no. Il Frosinone non accusa il colpo e si avvicina al nuovo vantaggio poco dopo: Dedic, imbeccato sul filo del fuorigioco, batte Iezzo ma si vede respingere il tiro dal palo. Poca fortuna per l'attaccante che, con la maglia del Parma, firmò a dicembre l'eliminazione degli azzurri dalla Coppa Italia. Reja opera il secondo cambio: fuori Calaiò, dentro Trotta. E' la mossa decisiva. Pur non creando occasioni importanti, il Napoli spinge sulla corsia destra; l'ala romana mette in mezzo un'infinità di palloni. Su uno di questi è Savini a sparare alto; poi ci prova lo stesso Trotta che non inquadra la porta. Il Frosinone perde D'Antoni per infortunio. La partita sembra incanalata sui binari della parità quando all'89' Bogliacino lancia lungo per Sosa che fa da ponte per Trotta: il gesto del numero 7 azzurro è un mix perfetto di potenza, coordinazione, eleganza. E' un gol che fa esplodere la parte azzurra dello stadio. Il Frosinone avrebbe tanto da recriminare per una sconfitta immeritata, ma davanti ad un gesto così pure i ciociari si tolgono il cappello. Vince la squadra più forte, quella capace di strappare due punti in più contro un avversario tosto. Il Genoa, battuto a Torino, è sotto di un punto a otto turni dalla fine. Il Napoli sembra aver imboccato la strada giusta. Avanti!
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