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La pagina del Napoli

A BRESCIA UNA VITTORIA FONDAMENTALE

Ci siAmo quasi!

di Dario De Simone


E' la vittoria decisiva, forse. Stavolta il match point è stato sfruttato nel modo migliore. Cosmi intossicato, i bresciani inviperiti: il massimo della goduria per chi conosce la sofferenza. E forse proprio quei due anni di serie C1 hanno fatto di questo Napoli una grande squadra formata da giocatori con gli attributi. Una vittoria ottenuta contro una squadra motivatissima, ottenuta senza il supporto dei tifosi e senza due calciatori fondamentali come Maldonado e Bogliacino. Reja però indovina tutte le mosse: lascia in panchina Gatti, s'affida a Calaiò supportato da Pià e De Zerbi, schierando un centrocampo di quantità con Montervino e Amodio, Grava centrale difensivo e Garics a destra. L'austriaco, dopo un inizio difficile, sarà tra i migliori in campo. Parte bene il Brescia che impegna due volte Iezzo, a volte in affanno in uscita, eccezionale tra i pali. Sarà determinante anche al Rigamonti. De Zerbi, partito inizialmente sulla fascia, viene spostato al centro. E' la mossa giusta: il Napoli comincia a sfruttare qualche buco nel centrocampo bresciano e si rende pure pericoloso. Manca l'ultimo passaggio, ma al 38' un cross dalla destra di Garics trova la testa di Calaiò che indirizza verso la porta dove Pià sfiora e insacca alle spalle di Viviano. Il gol è del brasiliano anche se esulta pure il bomber di Palermo. Poco importa. E' il vantaggio che il Napoli difenderà fino al termine. Ci riesce grazie a Gennaro Iezzo che si oppone a Possanzini.
Nella ripresa, il forcing bresciano diventa incessante assedio. I partenopei forse si ritirano un po' troppo, ma questa è la serie B: anche le "grandi" diventano provinciali quando c'è da portare a casa un risultato così importante per la promozione. Tra le minacce principali c'è la rimessa lunga del lituano Stankeviciuous: ogni fallo laterale in zona d'attacco è un pericoloso corner. Allora Reja toglie Pià ed inserisce Sosa. L'argentino servirà soprattutto in fase difensiva: e anche la giocata con le mani di Stankeviciuous viene neutralizzata. Ma il Brescia attacca, sfiora il pareggio un paio di volte anche se Iezzo nella ripresa resta quasi inoperoso. L'occasione più ghiotta capita a Possanzini che sfrutta l'unico erroraccio di Cannavaro ma calcia fuori in diagonale. Reja toglie Grava e manda in campo il riesumato Giubilato; il difensore romano sarà protagonista di venti minuti eccellenti, a testimonianza dell'unità del gruppo. Entra anche Gatti al posto di Calaiò. Il finale è soffertissimo, come sempre, più di sempre. Il Brescia reclama tre rigori, forse ce ne sarebbe mezzo per un intervento scomposto dell'ottimo Domizzi su Santacroce sul quale Rosetti lascia proseguire. Così come non vede un'entrata criminale di De Petris su Cannavaro, l'unico vero errore dell'arbitro. Il resto è il solito piagnisteo di chi è inferiore alle grandi del campionato e deve addossare agli altri le colpe del maxi-distacco. E' quello che prende corpo dopo i 4 minuti di recupero: Napoli avanti di dieci punti sul Mantova, di undici su Rimini e Piacenza. L'ipotesi di evitare i playoff comincia a prendere seriamente corpo. E i numeri così significativi stanno mettendo a tacere anche gli "scienziati del bel gioco", probabilmente impegnati in altre attività mentre la tv trasmetteva anticipi e posticipi del torneo cadetto dall'inizio degli anni '90 ad oggi. Il Napoli gioca probabilmente "ad minchiam", come amava dire il professor Scoglio; ma altri la "minchiam" possono solo cucinarsela e gustarsela per smaltire la rabbia di un campionato che, se tutto va bene, non avrà code... Avanti!


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