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La pagina del Napoli

A BOLOGNA LA FINE DELLA CRISI

Tre perle nell'uovo di Pasqua

di Dario De Simone


E' una vittoria che riporta la mente indietro di qualche anno. E' la tipica vittoria pasquale. Se Natale è storicamente amaro per il Napoli, la Pasqua è tradizionalmente periodo di significativi successi. Come non ricordare la promozione conquistata lo scorso anno proprio nel sabato prepasquale, oppure quella vittoria di Marassi firmata da Asta e Schwoch che aprì la strada dell'ultima promozione in serie A. E come non ricordare un'altra vittoria a Genova che nel 2002 riaprì un campionato che sembrava chiuso. Insomma, è una vittoria beneaugurante quella di Bologna. E fino a un certo punto sembra di essere tornati indietro di 17 anni, a quella partita che, di fatto, valse il secondo scudetto. Anche quella volta fu strepitoso il Napoli del primo tempo: Maradona, Careca e Francini aprirono le strade al 4-2 decisivo per staccare il Milan battuto a Verona. Domizzi, Maldonado, Calaiò: è il trio vincente in un primo tempo in cui ai partenopei va tutto bene, al Bologna tutto male. Parte bene la squadra di Ulivieri che mette in crisi la difesa azzurra grazie alla rapidità di Marazzina e Fantini, alla spinta di Smit sulla sinistra, alle doti di Meghni. Ma Iezzo si oppone ad ogni attacco dei bolognesi, strepitoso su Fantini in chiusura di tempo, fortunato quando il "Kojac" in maglia rossoblu lo grazia sparando alto a porta vuota. Per fortuna manca il capocannoniere Bellucci. Sosa e Trotta premiano il coraggio di Reja, Fabio Gatti rientra alla grande in mezzo al campo, Bogliacino brilla in una posizione camaleontica nella zona di centrosinistra.
Nella ripresa, però, il Napoli si spegne rapidamente. Maradona è in ospedale, Careca probabilmente in spiaggia, Francini a piazzare i calciatori che assiste; l'attacco comincia a soffrire il fiato corto di Sosa, Calaiò resta isolato, la difesa non appare sicura come altre volte. E il Bologna segna con Marazzina dopo una bella azione di Meghni che ruba palla all'ingenuo Dalla Bona. I felsinei ci credono, minacciano più volte la porta di Iezzo. Il Napoli sembra aver superato la burrasca quando al 25' arriva il secondo gol dell'ex romanista, ben servito da Smit. Riprende coraggio il tifo bolognese. Gli azzurri soffrono, Reja teme la rimonta e cambia: fuori lo stanchissimo Gatti, entra Amodio, poi esce Calaiò che fa posto a De Zerbi. Sosa resta in campo per dare man forte alla difesa sui calci piazzati. Il Bologna sfiora il pareggio una sola volta quando Smit mette ancora in mezzo per la testa di Marazzina, Iezzo forse tocca la palla che si stampa sul palo. Poi il Napoli riprende coraggio e sicurezza, tenta di mettere il naso fuori dall'area di rigore e fa scorrere il cronometro fino a quattro minuti di recupero. E' fatta, il 3-2 resiste fino al 94'. Sono tre punti d'oro alla vigilia del recupero di martedì a Torino con la Juventus. Giuda è rimasto a Crotone, il Napoli è risorto come Cristo e ha rivisto il sorriso della Dea Bendata. In questa serie B, a quanto pare, è il fattore più importante.


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