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L'intervista
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FAUSTA BERGAMOTTO L'ALTERNATIVA A MACALLI
"Io, simbolo del dissenso"
di Ivan Mazzoletti
Fausta Bergamotto, trentasette anni, presidente del Castel di Sangro, unica donna presidente nel calcio professionistico. Avvocato, consigliere giuridico del ministro delle politiche comunitarie, la Bergamotto viene considerata l’unica alternativa valida a Macalli, attuale presidente della Lega di serie C, uomo sì di calcio, ma considerato da molti fin troppo succube dei potenti della patria pedata. «La serie C è indipendente dalla Lega di Galliani per quel che concerne il discorso economico, però serve in chiave di voti» è stato più volte sussurrato nei corridoi di via Allegri.
“Lady calcio”, deus ex machina di una compagine che rappresenta la realtà di cinquemila anime che vivono nel cuore del Parco nazionale dell’Abruzzo, è pronta a dare battaglia: «Voglio dare voce al dissenso che esiste, ed è vasto, nella Lega di C». Ha cominciato la sua lotta da sola. Come ad esempio le accadde quando prese in mano le redini del Castel di Sangro: tutti pronti a darle la stessa mano che si è immediatamente ritratta quando c’è stato da avvicinare l’arto al portafoglio. Come allora si è rimboccata le maniche, consapevole dei tanti oneri e dei pochi onori ai quali sarebbe andata incontro. Fausta Bergamotto, una giovane nel calcio dei giovani, è in grado di portare una ventata di novità, ma soprattutto idee nuove. La sua esperienza al vertice di una società che era finita sul lastrico non più tardi di due anni fa, è un vanto. Il tanto ostentato (a parole) “salary cup”, mai portato avanti dai potenti del calcio, per il Castel di Sangro è oggi una realtà che ha portato la società ad avere bilanci regolari: «La società ha il più alto parametro di bilancio di campionato, e questo traguardo ha significato le congratulazioni della Covisoc». Certo, la squadra non è che sia in grado di puntare a campionati di alto livello, ma almeno il bene di quei cinquemila abitanti di Castel di Sangro, è ancora oggi una realtà vera e non virtuale. Particolare non indifferente: il decreto “spalmadebiti”, senza il quale molte società sarebbero scomparse dal panorama calcistico nazionale è passato sotto la sua lente d’ingrandimento. «Non si può non essere orgogliosi di quel provvedimento», sussurra senza neanche minimamente vantarsi di un progetto portato avanti con successo per il quale milioni di tifosi devono dirle almeno un “grazie”. Attaccare la Lega? E’ lo sport preferito dei colletti bianchi del calcio italiano. Ma farlo, proponendo però soluzioni alternative, è un compito che possono assolvere in pochi. E magari, smentendo la solita dietrologia, i problemi di uno sport “maschio” potrebbero essere risolti da una donna.
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