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La pagina del Napoli
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AD AREZZO PIU' CALCI CHE CALCIO
Il Napoli si rialza lentamente
di Dario De Simone
Un punto in due trasferte, qualcosa in meno di quello che meritava sul campo, molto meno di quanto ci si aspettasse alla vigilia di Piacenza quando ancora era notevole l'entusiasmo per le imprese di Coppa Italia e per la vittoria a suon di gol sul Treviso. Il Napoli esce indenne da Arezzo dopo una partita combattuta, tesa, agonisticamente valida, povera sul piano delle occasioni se si esclude la fase centrale della ripresa quando le squadre si sono allungate. Diversi i segnali positivi per Edy Reja e non poteva essere altrimenti dopo la brutta prova del Garilli. Bene Amodio al posto di Bogliacino in mezzo al campo, benissimo David Giubilato al fianco di Cannavaro. E' stato forse il migliore in campo nonostante la presenza dello spauracchio Floro Flores: Anticipi, calci, recuperi ed una sicurezza che non ci si aspettava dal lungaccione romano. Anche per questo il Napoli non ha subito gol: era successo solo con l'Ascoli in Coppa Italia al San Paolo. Un dato dal quale ripartire che però fa il paio con la prima giornata d'astinenza del super-attacco partenopeo. Bucchi non ha mai visto la porta, Calaiò si mosso bene senza però concludere, De Zerbi si è ritrovato il match point sul destro a tempo scaduto ma l'ha buttato alle ortiche. L'altra occasione era capitata ad un centrocampista, Dalla Bona, fermato dall'ottimo intervento del portiere Bremec. E così Reja ha cambiato uomini e modulo nel finale ed è tornato al 4-4-2 dello scorso anno con Trotta a destra, Capparella a sinistra, De Zerbi vicino a Roberto Sosa. L'argentino ha giocato per una ventina di minuti in coppia con Calaiò ed ha sfiorato pure il gol, a testimonianza dell'importanza delle cosiddette riserve in questo campionato così lungo. Della trasferta di Arezzo si ricorderanno i brividi per qualche conclusione da lontano di Floro Flores e Vigna, la sicurezza di Gennaro Iezzo nel respingerle, le difficoltà di Grava e Savini sulle corsie esterne contro avversari rognosi. Ma si ricorderà anche lo sguardo di Montervino dopo la sostituzione, quel suo accomodarsi in panchina senza neanche guardare l'allenatore. Reja, forse, nemmeno se n'è accorto. Il tecnico ha altri problemi, deve far quadrare il cerchio, deve soprattutto prendere decisioni importanti su uomini e modulo. Ma non c'è tempo: sabato arriva la Triestina di Agostinelli.
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