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LA TRAGEDIA DEL PARTENIO
Fate in modo che sia l'ultima volta
La morte di Sergio Ercolano ripropone inquietanti interrogativi sul calcio dei tempi nostri
a cura di Dario De Simone
Piange una famiglia, piangono gli amici, piange un calcio malato che si mostra ancora una volta perfetto interprete del proverbio dei "cancelli di Santa Chiara". Non è una tragedia annunciata, ma l'evidente conclusione di un processo che a Napoli, così come in altre città, va avanti da anni senza freni adeguati. E' questo lo specchio di una metropoli in crisi, afflitta da vecchi problemi, alimentati da nuove speranze veliche che a qualcuno portano un insolito appetito di facili e sporchi guadagni. In questo contesto s'inserisce una folle violenza da stadio, quella che esiste in tutte le città ma che a Napoli sembra essere entrata in un incredibile processo di specializzazione del guerrigliero. Hanno imparato questi ragazzi, cresciuti con il "culto dell'aggressione al celerino". Usciti dall' "area della prevenzione" di competenza del Questore Franco Malvano, bravo ad organizzare le Forze dell'Ordine per limitare i danni, i professionisti della guerriglia hanno sfruttato la grande occasione di colpire. E ci sono riusciti se si considera l'enorme numero di agenti feriti, la disavventura capitata al vice Questore Rega a tre mesi dalla pensione, alle crude immagini che hanno fatto il giro del mondo. "Una città intera è ostaggio di centocinquanta delinquenti" ha detto l'ex capitano azzurro Francesco Baldini. Come dargli torto quando sostiene che "Napoli conosce bene la situazione" ? Io sto con Baldini, non dimenticando però che mentre il generoso e ben pagato difensore veniva aggredito da una banda di teppisti, un semplice geometra riceveva un colpo di pistola per una vicenda legata agli appalti per la risistemazione di Piazza Garibaldi. Ecco la realtà della nostra città. Non c'è solo uno stadio sotto ricatto, ma una metropoli intera. Napoli è la città degli struzzi e forse è giusto che sia così se le Istituzioni per troppi anni non sono state capaci di garantire l'ordine e la trasparenza, favorendo invece l'accumulo di quella sabbia necessaria ad affondare le nostre teste. Tutti siamo struzzi, quando elargiamo due euro al prepotente parcheggiatore abusivo, quando vediamo a pochi metri da noi qualche losca scena e puntualmente proseguiamo, quando siamo costretti a dire ciò che non pensiamo, quando siamo costretti a non fare ciò che vorremmo. Fino a quando non ci sarà una forte risposta dall'alto, non si può pretendere un comportamento diverso da chi deve continuare a vivere in questa città.
Purtroppo non avrà questo problema lo sfortunato Sergio Ercolano, 20 anni, una vita spezzata da un incredibile incidente. Sognava di andare a Londra con gli amici, voleva andare a Messina a vedere il Napoli ma la mamma gliel'aveva proibito. E così, Sergio aveva strappato la promessa di poter assistere alla partita del Partenio. Tragica fatalità, rimorsi senza fine, rabbia profonda per quella che è stata la pagina più nera nella storia extracalcistica del club partenopeo. Ed a peggiorare la situazione hanno pensato i signori Casillo e Zeman con dichiarazioni premature e molto discutibili. Che brutta figura ha fatto il tecnico boemo, fino ad oggi sempre distintosi per serietà e correttezza. Ed il patron bianconerde ? Ogni commento è superfluo.
Ma proprio la storia ci dice che l'episodio del Partenio non è un caso isolato dalle nostre parti. Diverse sono state le tragedie che, dopo settimane di discussioni, sono cadute nel dimenticatoio per poi riaffiorare in occasione di nuove tappe dei procedimenti penali. Un drammatico precedente è datato aprile 1997 quando un giovanissimo tifoso azzurro perse la vita cadendo dal treno che lo stava portando a Perugia dove Rapajc avrebbe beffato gli azzurri con una mano truffaldina. E legata alle ferrovie è anche la storia più drammatica che il calcio italiano ricordi, quella del Piacenza - Salerno. Sulla morte di quei quattro tifosi della Salernitana, vittime o eroi poco importa ormai, la Procura sta ancora indagando. A quelle quattro famiglie distrutte dal dolore oggi se n'è aggiunta un'altra.
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