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L'evidenza occultata...

di Dario De Simone
Certo della conquista della salvezza, avevo promesso di parlare. A pochi giorni dal matematico raggiungimento del traguardo minimo è opportuno sospendere il silenzio. Avrei voluto parlare dopo la partita con il Palermo ma ho preferito attendere la conquista della salvezza.
Continua dalla prima Altre volte era stato così: "promettiamo di parlare, i bilanci si fanno alla fine, ora non bisogna destabilizzare l'ambiente..." Tutto giusto, ma puntualmente, a fine anno, le promesse venivano dimenticate.
Stavolta no ! dopo il campionato più misero della storia del Napoli bisogna parlare. Di cosa ? Di ciò che era, di ciò che è stato, di ciò che è drammaticamente evidente. Era una società devastata da anni di malagestione, non era una società come quella che, grazie all'esperienza di Ferlaino, costruì una squadra decente che un grande Novellino riuscì a portare in serie A; era una società diversa, messa in crisi da una retrocessione giunta dopo una stagione balorda, dominata dal dualismo Ferlaino-Corbelli, dalle sciagurate scelte di mercato alimentate dalla falsa illusione di un accordo televisivo miliardario; era una società devastata economicamente da contratti pluriennali e plurimilionari a calciatori da ospedale, a calciatori mai capaci di ambientarsi, a calciatori inutili o schierati fuori ruolo, a calciatori presuntuosi che hanno disonorato questa maglia. Naldi ha rilevato le azioni da Giorgio Corbelli. Un coraggio trasformatosi presto in lucida follia. E cosa ha ottenuto ? Il vuoto attorno a lui, una crisi finanziaria galloppante, tamponata più volte con ricapitalizzazioni seguite da dichiarazioni al vetriolo da parte del re degli alberghi. Credeva di radunare intorno a sè la grande imprenditoria napoletana, ma in tanti si sono guardati bene dal mettere le mani ed i quattrini in una società della quale, fino alla relazione stilata dal Professor Stampacchia, non si conosceva neanche lo stato patrimoniale effettivo. Ed ora Naldi si trova solo a gestire un'impresa che perde tre milioni di euro al mese. Troppe volte mi hanno parlato bene del presidente per non immaginare che fosse inadatto al mondo del calcio, popolato da pirati, sciacalli e... squali.
Il capitolo squadra è quello che più mi sta a cuore. Ed è per questo che parlerò chiaro, ai limiti della decenza in tema di lingua italiana... Ma prima va rivolto un 'bravo generalizzato' ai calciatori del Napoli per aver contribuito al raggiungimento di questo traguardo. Detto questo, pare opportuno riflettere sulla reale consistenza dell'organico. Perchè ci si affanna a giudicare buoni calciatori quelli che invece non lo sono a giudizio di tutti ? Perchè si difende oltre il limite dell'evidenza chi purtroppo non merita di giocare in serie B ? Si pensa di fare il bene del Napoli, ma, tra cose non dette e cose dette a metà, di 'bene' c'è rimasto un quartultimo posto trasformato in quintultimo da un finale di campionato "rigorosamente" miracoloso.
Qualche settimana fa sento che Pavon si è riaggregato al gruppo e che potrebbe disputare uno spezzone di partita. Che Dio ci scampi ! Tanto il guaio ormai è fatto, un guaio da 600.000 euro a stagione, targato Ferlaino, pagato da Naldi e gestito dall'ospedale nel quale l'honduregno si è è probabilmente goduto la vacanza partenopea dopo essersi mangiato un gol decisivo in chiave promozione in quel di Cagliari (febbraio 2002) ed uno che avrebbe potuto cambiare il corso di questa stagione al San Paolo contro il Cosenza. Se si pensa poi che Pavon giunse sotto il Vesuvio in cambio di Jankulowski e qualche spicciolo vengono davvero i brividi. E' una vergogna, l'ultima vergogna di un presidente superato che per fortuna è stato messo in condizione di non nuocere più alla nostra squadra. Il tutto è così drammaticamente evidente che difficilmente qualcuno potrà affermare il contrario.
Ma almeno Pavon non ha fatto gravi danni trascorrendo a casa l'intera stagione. Altri hanno fatto peggio, su tutti Bocchetti, un calciatore certamente sfortunato nel trovarsi sistematicametne al posto giusto nel momento sbagliato. Mondonico, privato di mezza difesa da un'assurda campagna di rafforzamento, fu costretto a schierarlo centrale. Il risultato fu una serie di meschine figure che contribuirono alla retrocessione in serie B. Giusto è elogiare Bocchetti per quella splendida partita contro la Roma durante la quale vinse il duello con il più noto Cafù, ma un calciatore va valutato complessivamente ricordando fatti positivi e negativi. Tra quelli negativi c'è tanto in questa sciagurata stagione, dagli erroracci difensivi alle galoppate sulla corsia sinistra che spesso si sono concluse con traversoni diretti in curva o comunque fuori misura. Un errore tira l'altro e così Bocchetti, ragazzo che s'impegna fin troppo per mascherare i suoi limiti tecnici, è progressivamente diventato il bersaglio dei fischi. Colomba ha compreso in questo frangente l'handicap dell'indisponibilità di Massimo Russo che è un calciatore destinato a sfondare anche grazie alla determinazione che neanche lo spaventoso infortunio è riuscito a scalfire. In sostanza, Bocchetti non è un calciatore adatto al Napoli attuale. Il tutto è così drammaticamente evidente che difficilmente qualcuno potrà affermare il contrario.
E passiamo a Montezine, un altro dei miei "pupilli preferiti". Che soddisfazione potergli dare quell' 8 in pagella in occasione di Napoli - Vicenza ! E' stata anche l'unica volta... Ed io non avevo dubbi. Questo ragazzotto brasiliano dal viso candido è giunto dall'Udinese nell'ottobre del 2001, ha giocato qualche partita decente sotto la gestione De Canio, realizzando anche gol di pregevole fattura. Peccato che di lui si ricordino solo il tocco felpato e l'abilità nel calciare le punizioni dal limite... Il resto lo si è incredibilmente occultato. Quando Montezine si presenta per battere un corner o una punizione tutto lo stadio conosce già l'esito: palla al portiere. Il feeling tra il brasiliano ed il pipelet avversario è quasi sconvolgente. E quanti palloni persi, quanta inconsistenza in mezzo al campo ! Montezine non è un calciatore scarso, ma ha più limiti che pregi. Il tutto è così drammaticamente evidente che difficilmente qualcuno potrà affermare il contrario.
E Troise ? In tema di "pupilli" anche il difensore di Montesanto si è guadagnato un posto di rilievo. Lo stimavo all'inizio, ma solo un tecnico come Walter Novellino è riuscito a disciplinarlo tatticamente e caratterialmente fino a farlo emergere. Resterà uno dei prodotti inesplosi del vivaio del Napoli. Avrebbe dovuto trasferirsi alla Juventus, al Bologna, al Lecce, ma, in parole povere, nessuno se l'è pigliato ! Perchè ? Perchè Emanuele Troise è un giocatore bruciatosi prima del tempo e non solo per colpe sue. Il tutto è così drammaticamente evidente che difficilmente qualcuno potrà affermare il contrario.
E Saber ? Poche parole su questo "nuovo Cafù". Ha giocato due partite eccellenti contro Juventus e Lazio, poi si è "scocciato" di stare a Napoli e si è limitato a guardare i compagni, a prendersi uno stipendio d'oro ed a combinare qualche pasticcio nelle poche gare che ha disputato, su tutte quella di Livorno. Il Saber 'ammirato' durante le ultime due stagioni non avrebbe mai dovuto vedere il campo. Purtroppo non si è riusciti a cederlo e purtroppo ha ancora due anni di contratto. Il tutto è così drammaticamente evidente che difficilmente qualcuno potrà affermare il contrario.
E Floro Flores ? Questo non è scarso, questo sa giocare a pallone e possiede qualità atletiche non comuni, ma, come sempre accade a Napoli, è stato pompato da chi non ha pazienza nel giudicare i giovani. Le sgaloppate sulla destra che spesso si sono tradotte in occasioni da gol per i compagni sono state sottolineate da tutti, la fretta nel tentare la conclusione e l'inconsistenza mostrata negli ultimi sedici metri sono sfuggite ai più. Dopo la partita contro la Salernitana gli ho chiesto: "In due minuti si è visto il vero Floro Flores. Prima di un tiraccio sbagliato, poi quando sei andato sul fondo hai fatto capire che non ti prende nessuno". E lui mi ha risposto: "No, ma io sono attaccante, voglio fare il gol e diventare l'idolo di Napoli !". Ma è possibile che nessuno gli abbia ancora spiegato che non può fare il centravanti, ma che potrebbe diventare una brillante ala ? Il tutto è così evidente che difficilmente qualcuno potrà affermare il contrario.
Tutto ciò mi sembra più che sufficiente per spiegare il lento declino degli azzurri, giunti ad un passo dalla serie C. Questa storia va avanti da anni, ma l'esperienza di Luppi, le giocate di Jankulowski, l'utilità di Magoni in mezzo al campo avevano bilanciato l'inconsistenza dei ragazzi sopra citati. Persi per vari motivi questi calciatori durante l'estate, persi altri elementi fondamentali a causa di gravi infortuni, la squadra, che avrebbe dovuto reggersi su Husain (che ho risparmiato perchè è stato rispedito in Argentina), è drammaticamente crollata fino a ritrovarsi ultima. Per questo assolvo mister Franco Colomba. Tra l'altro, pensavo, ma da cosa dobbiamo assolverlo ? Certamente il campo non chiede assoluzioni, essendo riuscito il tecnico a salvare una squadra ricostruita a gennaio dalle abili mosse di mercato di Perinetti, altro personaggio sul quale, memore delle prodezze di Pari e Cornacchia, ho dovuto piacevolmente ricredermi. Colomba va assolto dalle ingiustificate critiche nei suoi confronti. "Non ha saputo dare un gioco alla squadra" si sente spesso in giro. Io sfido questi bravi censori a portarmi un esempio di squadra che sa giocare a pallone. Neanche Novellino riuscì a dare un gioco alla squadra, ma vinse il campionato come l'anno precedente ci riuscì un brutto e vincente Torino di Mondonico, come tante altre squadre che sono riuscite ad imporsi in questo lungo ed appassionante girone dell'inferno chiamato serie B. L'eccezione è rappresentata dal Siena, ma c'è poco da sorprendersi in una società solida che non sente le pressioni dei tifosi, che ha la possibilità di confermare un allenatore preparato come Papadopulo e di soddisfare le sue richieste integrando l'organico con qualche calciatore di spessore.
Tornando in tema di singoli, vorrei spendere una parola conclusiva per un altro calciatore. Si chiama Baldini ed è da anni il capro espiatorio preferito da stampa e tifosi. Da lui si prenda esempio: è sceso in campo sottoponendosi a cure di ogni tipo, è tornato più forte di prima dopo due gravi infortuni, non si è mai sottratto ai microfoni, ha lasciato Napoli con saggezza e vi è ritornato con tempestività. Questi sono uomini di calcio ! Sulle qualità di Baldini come difensore centrale è legittimo avere qualche dubbio, ma quanti errori ha fatto questo ragazzo giunto a Napoli giovanissimo ? Meno di tanti altri che sistematicamente vengono graziati in virtù di valutazioni affrettate. Viene aggredito da pseudotifosi, si porta a casa un ingaggio ricco ma non stratosferico, non ritrae la gamba infortunata e mette anche la faccia quando è necessario. La storia degli ultimi anni è ricca di silenzi, fughe ed atteggiamenti equivoci da parte di calciatori da ospedale che aprivano la bocca una volta al mese e scendevano in campo per venti minuti a bimestre. Quando Napoli sportiva riuscirà a distinguere nel mucchio i veri uomini di calcio, forse potrà sperare di ritornare una città di serie A. E questo è davvero drammaticamente evidente...

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