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La Primavera del Napoli
Un raggio di luce nel buio inizio di stagione del Napoli: parliamo della "Primavera" di Raimondo Marino, ex difensore azzurro degli anni '80, che dopo un'esperienza con gli Allievi a Lecce è approdato sotto il Vesuvio per guidare l'undici che da sempre rappresenta il serbatoio per la prima squadra e coordinare l'intero settore giovanile del club di Soccavo.
I risultati, sotto tutti i punti di vista, gli stanno dando immediatamente ragione visto che, tra l'altro, gli Allievi di Caffarelli e la Beretti di Carannante viaggiano a gonfie vele (anche se ci permettiamo di discutere sull'utilità di partecipare ad un campionato "ibrido" come quello Beretti). La sua Primavera, intanto, miete successi nonostante tutte le difficoltà logistiche cui Marino ed il suo staff debbono continuamente far fronte visto che Marianella mette a disposizione un solo campo in erba, per altro in condizione tutt'altro che ottimali. Eppure, la condizione fisica di Piccirillo e soci è stupefacente, forse anche perchè le caratteristiche morfologiche dei ragazzi facenti parte della Primavera azzurra hanno permesso loro di entrare immediatamente in forma. Fatto sta che dopo il pari di Palermo e quello con l'Avellino, gli azzurrini hanno superato di slancio Benevento e Catania ed ora sono attesi dalla Roma sabato a Trigoria. Marino dispone i suoi sempre ocn la difesa a 4 mentre in mezzo al campo spesso utilizza un fantasista alle spalle delle due punte con tre mediani a coprire le spalle al "dieci" di turno, in genere Sileno. Tra i pali si sono alternati Argentati e Coppola che fino ad ora non ci hanno convinto a pieno mentre in difesa occhio a Iorio, classe '86, centrale di personalità, bravo di testa ed in fase di anticipo. Scandaloso, consentitecelo, il fatto che il capitano sia l'altro centrale, Avolio, classe '82, che con la Primavera non ha nulla da spartire. Gli esterni Stroffolino e Bonanno non ci hanno incantato, anche se il primo ha gran fisico ed il secondo un buon mancino. In mezzo al campo Gennaro Esposito, classe '85, è un po' troppo innamorato del suo modo di incedere così elegante da ricordare alcuni grandi registi del passato: se giocasse "a tre tocchi" sarebbe già pronto per la prima squadra. Vicino a lui, Piccirillo si sta adattando a fare il mediano con buoni risultati ma è un esterno di fascia e lo si vede perchè fa fatica a contrastare avversari più prestanti di lui in mezzo al campo. Inoltre, è un '84 e quindi sarebbe meglio mandarlo a giocare da qualche parte tra i professionisti. Stesso discorso per Vitagliano, altro esterno adattato a mediano che sta facendo benissimo perchè ha grande cambio di passo e dribbling sopraffino ma perchè non provarlo in C dopo due anni a Pomigliano in quarta serie?
Sileno è la classica mezzapunta moderna, bravo anche nei recuperi. Solo la esile struttura fisica ci lascia dei dubbi sulle sue potenzialità future ma ha una tecnica importante e buona visione di gioco. In prima linea D'Angelo è il centravanti cui nel calcio di oggi nessuno rinuncia: prestante fisicamente e generosissimo. A noi non piace molto perchè non ha i fondamentali ma lavorando su questo aspetto potrebbe diventare un giocatore di prospettiva: anche Vieri a quell'età non aveva piedi dolcissimi. Vicino a lui si alternano i vari Signoriello, buon colpitore di testa, Santangelo, che fa della velocità la sua qualità migliore, e Pianese, che forse non arriverà mai perchè sembra non aver la giusta "fame" ed è un peccato perchè il calciatore c'è. Chiosa finale per Maradona junior, sinceramente per nulla trascendentale. A parte qualche atteggiamento un po' istrionico e giocate sporadiche non lascia mai traccia di sè. Gli auguriamo un futuro radioso, dentro o fuori dal rettangolo verde.
Gianluca Monti
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