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ROBERTO GOVEANI APPRODA AD ISCHIA

"Vincere vincere vincere"
L'ex patron di Torino, Capri e Calangianus torna a fare calcio in Campania. L'obbiettivo è rilancio della squadra dell'Isola Verde

l'inviato Dario De Simone
“Vincere vincere vincere”: si è presentato così a stampa e tifosi ischitani il notaio Roberto Goveani, nuovo proprietario della squadra dell’Isola Verde. La conferenza stampa, organizzata presso il Bar Calise di Ischia Porto, è stata l’occasione per illustrare i programmi della costituenda società, una Srl che Goveani ritiene fondamentale per dare un assetto stabile e forte ed una struttura organizzativa di tipo professionistico all’Ischia della prossima stagione. “Vincere tre volte perché solo questo ci permetterà di riportare questa squadra dove merita, in serie C1 - ha afferrmato il neo-patron gialloblù – In due settimane costruiremo la nuova società, poi penseremo alla squadra; ma questo non è un problema perché qui c’è già un bel gruppo di calciatori e noi abbiamo una lunga lista di atleti che non vedono l’ora di vestire la maglia dell’Ischia”.
Alla conferenza stampa sono intervenuti, tra gli altri, il presidente uscente Di Costanzo e Bruno Basentini, sempre vicinissimo alle vicende della squadra gialloblù: “Dicevo da due anni che avremmo dovuto realizzare un progetto di questo tipo, ma siamo rimasti soli. Ora si deve partire in modo serio altrimenti Goveani non affronterà questa avventura” ha affermato Basentini che ha chiesto il sostegno delle Istituzioni. “Da parte della politica dovrebbe esserci quella voglia di far partecipare i vari comuni alle vicende della squadra, senza critiche ma con concretezza. Anche la stampa è importante in questo senso”.
Di Costanzo non si è sbilanciato sulla questione del titolo sportivo che la nuova società potrebbe acquistare per ripartire dalla serie D. Da anni si parla di un possibile trasferimento del titolo della Puteolana, ma i dirigenti flegrei Brunetti, Sepe e Ciccarelli smentiscono il disimpegno del presidente Cesarano.
Goveani, che il 7 giugno di dieci anni fa vinse la Coppa Italia con il Torino in una splendida serata allo stadio Olimpico, ha parlato anche del suo passato per illustrare il progetto Ischia: “A Capri era solo un divertimento. Lì non c’era tradizione, non c’era neanche il campo. Qui la situazione è diversa anche se l’Eccellenza è un inferno per tutti. Per questo speriamo di acquistare un titolo di serie D nei prossimi quindici giorni e se non sarà possibile, anche a causa di qualche voltafaccia che già abbiamo incassato, costruiremo una squadra fortissima per vincere su ogni campo.”
Il braccio tecnico di Goveani durante l’ultima esperienza al Calangianus, il ds Evaristo Cola, ha ringraziato il giornalista Giovanni Sasso de “Il Golfo” per essersi interessato alla vicenda: “E’ stata una sua idea. Ora tocca a noi costruire una grande società per tornare nel mondo dei professionisti”.
L'Ischia vive da anni una triste realtà calcistica: il fallimento della vecchia società nell'estate del 1998 dopo la gestione Varriale ha riportato la squadra gialloblù nell'inferno del dilettantismo. Sono seguiti anni di inutili tentativi di risalire la china, ma le speranze dei tifosi ischitani sono sempre naufragate più o meno sul traguardo. La stagione 2001/2002 avrebbe potuto sancire la promozione in serie D ma uno sciagurato spareggio con la Pro Ebolitana ha fatto precipitare l'ambiente gialloblù nella totale depressione. L'ultima stagione era nata sotto buoni auspici nonostante il fallimento del progetto che avrebbe dovuto portare alla costruzione di una società forte, ma il risultato non è cambiato. Ischia ancora in Eccellenza. Stavolta, però, l'interessamento di Goveani, unito all'intramontabile impegno dei 'vecchi' dirigenti, sembra essere la miscela giusta per restituire ai tifosi una squadra di calcio capace di tornare nel professionismo.
Quella di Ischia non è solo una delle tante amare storie di calcio che da anni caratterizzano le cronache regionali. E' qualcosa di più, è il simbolo delle contraddizioni del calcio di casa nostra. L'Isola vive di turismo dal tempo in cui Garibaldi veniva a curarsi presso le terme. C'erano tre alberghi a Lacco Ameno, ora tra i vari comuni se ne contano più di trecento. Il turismo di massa tira ed Ischia è ancora tra le mete preferiti degli stranieri. Incalcolabile la percentuale della popolazione che vive grazie alle attività alberghiere, termali e di ristorazione. Ma, se si escludono pochi 'eroi del prato verde', Ischia imprenditoriale non ha mai investito nel calcio. Eppure, l'Isola è già teatro di diverse manifestazioni sportive che attirano i più importanti atleti, sempre pronti a partecipare a meeting e tornei di tennis e calcetto per spendere giorni di assoluta quiete nel paradiso di qualche albergo. E c'è da giurare che Goveani sia intenzionato a realizzare ampie sinergie in tal senso.
Il nuovo patron gialloblù ha anche smentito le voci che l’avevano accostato ad altre società campane: “Non è assolutamente vero. Con tutto il rispetto non so neanche dove si trovi Palma Campania. E’ vero invece che per motivi extracalcistici ho avuto rapporti con alcuni dirigenti della Casertana. Io non sono un presidente che va in giro per cercare di acquistare squadre di calcio. L’avventura ad Ischia è nata in modo casuale. Ho parlato con i dirigenti e sono rimasto affascinato dall’idea di fare calcio in una piazza che ha grande tradizione. L’obbiettivo è quello di fondere le capacità dei dirigenti locali con il mio apporto economico, di entusiasmo e di esperienza”. In questo senso, il notaio piemontese ha lanciato un appello alle Istituzioni: “Faremo domande precise e pretenderemo risposte precise. Devono interessarsi del discorso sportivo in quanto fondamentale per il tessuto sociale.” Goveani ha concluso con una battuta: “Quanto è lungo il giro dell’isola ? 33 chilometri ? Li percorrerò a piedi. Io faccio sempre un voto prima di iniziare una nuova avventura”.

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