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TRA C1 e C2 POCHE BUONE NOTIZIE
Un anno di C.... alcio
di Gianluca Monti
In dodici mesi la pattuglia campana in serie C si è assottigliata di un'unità. Se infatti da un lato la nostra regione ha potuto festeggiare la promozione in B dell'Avellino e quella tra i professionisti della Cavese, dall'altro abbiamo assistito alla mesta retrocessione in D della Puteolana e, soprattutto, al clamoroso fallimento del Gladiator. In C sarebbe tornata anche la Salernitana, se l'estiva rivoluzione dei campionati non avesse riportato la squadra di Aliberti in cadetteria, ma soprattutto si è corso il rischio di veder sprofondare il Napoli salvato da Nucini e da Via Allegri. Nell'attesa che il 2004 riporti nel calcio che conta piazze come Castellammare e, perchè no, Torre Annunziata e Caserta, riannodiamo le fila del discorso e torniamo al gennaio 2003 dove Pasquale Casillo ha compiuto il suo "miracolo irpino" trasformando l'allora "utilitaria" di Salvatore Vullo in una Ferrari con gli innesti di Biancolino e De Simone. L'apoteosi finale di Crotone, con gol di Sasà Marra, sembra oggi lontana anni luce visti i risultati dei biancoverdi in B ma resta l'immagine più bella del calcio campano di quest'anno con la carovana di tifosi avellinesi al seguito della squadra, i quali ebbri di felicità invadono il terreno di gioco dello "Scida" al triplice fischio dell'arbitro. Una vittoria assolutamente meritata, quell dei "lupi", frutto di una difesa imperforabile, con Ignoffo, Vastola e Puleo sugli scudi, una mediana che abbina sostanza (Pisciotta e De Simone) a fantasia (Morfù e Marra) ed una coppia gol, formata da Molino e Biancolino, che ha fatto invidia a molte squadre di categoria superiore. Buono, ottimo, anche il campionato del Benevento con Di Costanzo spesso a rischio panchina ma poi condottiero di una squadra che per poco non centra i play off. I problemi arrivano appena dopo, in estate, quando Spatola, sempre più solo al timone dello Sporting, costruisce una corazzata che deve mirare dritto ai primi 5 posti e sia il tecnico che i calciatori sembrano non saper reggere le pressioni di una piazza che attende da sempre la conquista della B. Adesso Spatola prova a fare il Casillo della situazione, investendo tanti Euro nel mercato invernale: dovessero andargli male le cose, sarebbero guai. In C-2, non possiamo non partire dalla Nocerina di Mario Gambardella che per sei mesi ha vissuto il sogno di vincere il più difficile campionato di sempre in questa categoria. Alla fine non sono bastati i miliardi spesi per quasi 30 giocatori, di cui alcuni al "dessert" della propria carriera, ed il cambio in corsa, passando da Capuano a Buffoni, alla guida tecnica della squadra . Quando, nel ritorno della semi finale play off contro il Catanzaro, Lazzaro ha scaraventato alto a porta vuota, il "San Francesco" ha pianto lacrime amare, in curva ma anche in tribuna, e Gambardella ha deciso che ne aveva fin sopra i capelli. Per il rotto della cuffia, è arrivata l'iscrizione al campionato 2003/04 e con Ussia in panchina si sta friggendo il pesce con l'acqua. Annata da ricordare, invece, per l'ex "Carneade" Marco Cari: tecnico arrivato a Giugliano in sostituzione dello squalificato Celestini e cui va il nostro personale encomio quale miglior allenatore campano dell'anno. Prima ha salvato senza patemi una squadra per nulla trascendentale, ed ora sta plasmando, con l'aiuto del d.g. Maglione, una banda di giovanotti di belle speranze che sta facendo sognare i propri tifosi ma soprattutto stropicciare gli occhi ai critici. Discorso a parte per Palma Campania che, dopo aver conquistato una avventurosa salvezza per merito, soprattutto, di mister Mario Russo, ha vissuto un estate di patemi fino all'arrivo di Song cui hanno fatto seguito quelli dei vari De Cesare, Sergi, Sapanis, Marra e chi più ne ha, più ne metta. Il resto è storia di oggi o forse, come cantava Califano, è noia e dunque meglio non soffermarci. Meglio spendere due righe in più allora per la Cavese, tornata tra i professionisti dopo una brutta storia di illecito sportivo che aveva costretto i metelliani a ripartire dalla serie D. Della Monica, tanto ingiustamente contestato, e Mario Somma hanno vinto il difficilissimo girone I che annoverava tra le proprie fila squadre come Savoia, Juve Stabia e Vigor Lametia. Peccato che quel progetto sia durato pochi mesi perchè Della Monica, commettendo stavolta un gorsso errore, ha lasciato che Somma andasse via e che facessero lo stesso molti protagonisti di quella cavalcata trionfale. Dopo la parentesi Silva, toccherà ora a Castellucci preservare quel patrimonio che è la C-2 per poi magari dare l'assalto a qualcosa di più importante. Chiosa finale per Puteolana e Gladiator: due modi diversi di vivere la crisi economica del calcio attuale. I sammaritani hanno preferito camminare in equilibrio su un filo sottilissimo, sperando di raggiungere la C-1 per aumentare gli introiti e pareggiare i costi. Alla fine il campo, ed i bilanci, hanno dato torto a patron Natale. Cesarano ha invece preferito retrocedere per non morire, scelta discutibile ma tutto sommato condivisibile. Per il 2004, infatti, invitiamo tutti i presidenti ad un buon proposito: prima un occhio ai conti e poi al rettangolo verde...tra Pane e Song di avventurieri ne abbiamo già visti troppi.


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